Pizze più salate, i ristoratori alzano i prezzi: «Costretti agli aumenti dal carovita»

Elena Pontoriero,  

Pizze più salate, i ristoratori alzano i prezzi: «Costretti agli aumenti dal carovita»
Menu ritoccati al rialzo

Una aumento delle materie prime e la crisi comincia a fare davvero paura. La conseguenza è che a pagare a “caro” prezzo l’incremento dei costi sono proprio i consumatori, soprattutto le famiglie in difficoltà economica costrette a ulteriori rinunce. Una nuova ondata di difficoltà che ha messo a dura prova il settore ristorativo, con primi aumenti già nei menù. Un “più” che va dal 25% e fino al 50% per l’acquisto di farina, di verdure, di prodotti caseari e anche le pizze cominciano a “lievitare”, ma non certo per il processo naturale di produzione. Ad ufficializzare il ritocco del menù è stata la pizzeria Carmanto di Gragnano che, dopo aver sperato in un ridimensionamento del folle aumento, ha avvisto la clientela con un post sui social: «A partire da oggi, a seguito dei rincari imposti dal Governo sui beni di prima necessità, (farina e altro) e sulle risorse energetiche (luce, gas, benzina) il nostro prezzario subirà di conseguenza un aumento di 0,50 centesimi su alcune pizze, ma non certo per nostra volontà. Ci sarà un costo di un euro per le consegne a domicilio. Ci scusiamo per tale scelta che non è dipesa da noi». Un allarme che era già partito dalla città della pasta a inizio settembre, quando la carenza di grano aveva messo in difficoltà già i pastifici che ne avevano annunciato l’allineamento dei prezzi di ogni singola confezione di pasta Igp Gragnano. Ma se la farina aveva già scosso il mondo dei grandi produttori di pasta, adesso ad aumentare c’è praticamente tutto. L’ennesima mazzata per i ristoratori e i pizzaioli, reduci da un lockdown che li aveva lasciati chiusi impedendogli anche l’asporto, per poi riaprire con il dimezzamento dei posti a sedere. Un fatturato che è calato senza possibilità di ripresa. Clienti decimati anche in prospettiva dell’obbligo del green pass. Si cerca di resistere proprio per non spaventare né far scappare anche gli ultimi clienti rimasti, tentando di slittare ancora i possibili aumenti di pizze, pranzi e cene. E conti alla mano, qualche pizzaiolo ha deciso di fare i primi tagli per fronteggiare l’aumento prima di ritoccare i prezzi del menù. «E’ una situazione drammatica per tutti, inutile nasconderlo. L’aumento dei beni di prima necessità grava in primis sulle famiglie poi sui clienti di pizzerie e ristoranti – replica il maestro pizzaiolo Francesco Cammarota, titolare del rinomato locale sammaritano – Ognuno sta cercando di gestire i rincari ma non potrà continuare per molto. Per non incidere sul prezzo dei nostri prodotti, per adesso abbiamo deciso di alleggerire i costi del servizio a tavola con un cameriere extra e non fisso. Se sarà necessario – continua – dovremo aumentare il costo di alcune pizze che richiedono ingredienti di qualità che hanno subito un aumento del 50%. Ipotizziamo, quindi, un’aggiunta di 0,50 centesimi sul prezzo attuale». Una crisi nella crisi che mette in ginocchio ancora una volta un settore che stava cercando di restare a galla, nonostante le tante limitazioni e le chiusure imposte dal Governo. E tra obblighi e rincari, si continua a navigare in un mare in tempesta e non soltanto per i ristoratori e i pizzaioli. Perché dalla farina alla pasta, dalle patate ai pomodori, dall’olio alla carne e al pesce anche sugli scaffali del supermercato i prodotti hanno subito qualche primo ritocco. Causa anche del trasporto, o meglio del rincaro dei carburanti che hanno fatto schizzare la lancetta degli aumenti a livelli altissimi.

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