Riecco a Napoli “Farmacopee”, la rassegna artistica in farmacia

Marco Milano,  

Riecco a Napoli “Farmacopee”, la rassegna artistica in farmacia

A Napoli nuovo appuntamento con “Farmacopee” la rassegna artistica ospitata nella sede della Farmacia dei Golfi in piazzetta Duca D’Aosta, nel cuore della cittadina partenopea. Le “Raccolte Metafantafisiche” dopo Pietro Lista e Rosa Cuccurullo, sono ora “firmate” da Rosanna Iossa e Vittorio Vanacore i due artisti convocati per il secondo rendez-vous del progetto, che si avvale dei testi critici di Marcello Francolini e del prezioso contributo della professoressa Margherita Romano. E “Farmacopee”, l’originale format artistico ideato e promossa dalla famiglia Di Martino, titolare della rete di farmacie campane, da sempre ambasciatrice di iniziative solidali e di promozione culturale, sta riscuotendo grande successo e, nata per riflettere sul delicato rapporto tra salute fisica e mentale, specie dopo il “grande shock” inferto dalla pandemia, è riuscita ad accendere i riflettori su un’area tanto bella quanto trascurata del centro di Napoli, quella dei gradini Conte di Mola, la storica scalinata ad angolo del teatro Augusteo. E proprio in quella location pregna di fascino della Napoli che fu, citata in varie canzoni e nella commedia “Napoli milionaria” di Eduardo De Filippo, nella sede della Farmacia dei Golfi ora saranno protagonisti Vittorio Vanacore e Rosanna Iossa. Il primo con “Sfratto Matto” dove pone attenzione sulla spazialità dell’opera/oggetto, intesa come definizione dei propri margini e che come ricordato da Margherita Romano è un modo dove “i temi del viaggio, della migrazione, dello ‘sfratto’ trovano rinsavimento nella terapia medica che, curando gli uomini, fonda salde radici, risolvendo ciò che poteva essere giudicato ‘matto’ nella ratio della ‘salus’, la salute, principio universale a cui tutti aspiriamo”. La Iossa presentando “ Intra Vesuvium et mare”, lavoro in tecnica mista, dove spicca un attento uso del coquillage. “Un letto di un fiume – come lo immagina Marcello Francolini – il cui vuoto rappresenterebbe per analogia lo stesso vuoto che persiste tra il Vesuvio e il mare, uno spazio simile all’attesa”.

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