Castellammare. I proprietari degli ex Molini Daunia: «Fateci costruire 154 case»

Tiziano Valle,  

Castellammare. I proprietari degli ex Molini Daunia: «Fateci costruire 154 case»

«Nel 2017 abbiamo ottenuto un’autorizzazione paesaggistica per la riconversione degli ex Molini Nuova Daunia. Siamo pronti alla firma della convenzione». E’ questa in sintesi la comunicazione che la società “Cmc” ha inviato a Palazzo Farnese nelle scorse settimane. L’obiettivo dei privati è quello di ottenere il via libera alla costruzione di 154 nuovi appartamenti lungo via De Gasperi, a poche centinaia di metri dallo stabilimento dell’ex Cirio. Se quest’ultimo progetto – oggi oggetto di un’inchiesta – è stato demonizzato per decenni dal punto di vista politico per la possibile colata di cemento su un’area che dovrebbe essere di sviluppo turistico, appena quattro anni fa, e senza battere ciglio, il Comune ha rilasciato un’autorizzazione paesaggistica per costruire case negli ex Molini Nuova Daunia. Tutto comincia nel febbraio del 2017 quando la società «C.m.c.» presenta un progetto per riconvertire i capannoni industriali dismessi in via dei Mugnai, una traversa adiacente a corso Alcide de Gasperi.

L’area degli ex Molini Nuova Daunia si estende su 10.115 metri quadrati. La società intendeva realizzare 154 appartamenti, di cui 98 da mettere in vendita a libero mercato e 56 attraverso la formula dell’housing sociale, per un totale di 573 nuovi abitanti da insediare. Per questo progetto era prevista anche la realizzazione di un parcheggio pubblico da 1.432 metri quadrati, mentre ad aree verdi e parco giochi erano stati destinati i rimanenti 5.177 metri. Nel corso dei mesi, il progetto subisce una variazione sostanziale: la vendita di tutti i 154 appartamenti attraverso il piano di housing sociale. Una svolta che sarebbe stata determinata dall’opportunità di poter attingere capitali dai fondi pubblici, messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti, per realizzare l’intervento. Nella relazione a firma dell’allora dirigente all’Urbanistica, Francesco Saverio Cannavale, si legge: «dopo attento esame istruttorio da parte dell’Ufficio, tali interventi sono suscettibili di approvazione in linea tecnica evidenziando che i progetti presentati prevedono che le aree degli standard urbanistici destinati al Comune vengano ceduti o in superficie e monetizzazione ovvero solo in monetizzazione». In pratica, il progetto si rifà all’opportunità di riconvertire anche le aree industriali dismesse per realizzare interventi di edilizia privata secondo il Piano Casa voluto dal governo Berlusconi nel 2009. Nella relazione viene specificato che a Castellammare il consiglio comunale non si è mai espresso sul Piano Casa per individuare aree da sottrarre all’attuazione della legge e tantomeno ha mai dato indicazioni.

Anzi, nel dicembre del 2009 il consiglio comunale approvò un atto in cui demandava al settore Urbanistica il compito di predisporre tutte le procedure utili per l’esame delle istanze mirate ad ottenere il rilascio del Permesso di costruire. Di fatto, la politica stabiese ha lasciato che fossero i tecnici a decidere su eventuali interventi di edilizia privata sul territorio, considerando che quando i progetti seguono l’iter previsto dalla legge, l’esito non può essere altro che positivo.A distanza di quattro anni dal rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, la questione della riconversione degli ex Molini Nuova Daunia torna sul tavolo dell’amministrazione comunale. La società “Cmc” forte del titolo rilasciato dal Comune nel 2017 adesso chiede di procedere con la firma della convenzione. Una richiesta che arriva praticamente alla vigilia dell’approvazione del Puc (Piano Urbanistico Comunale), che di fatto nega l’opportunità di realizzare case nelle aree dismesse di via De Gasperi. Toccherà alla giunta di centrodestra adesso affrontare la questione della riconversione degli ex Molini Nuova Daunia, tenendo conto che finora il consiglio comunale si è sempre espresso sul destino turistico di quella che oggi è la periferia a nord della città.

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