Scontro in Comune a Terzigno sulla chiusura dell’hub vaccinale

Andrea Ripa,  

Scontro in Comune a Terzigno sulla chiusura dell’hub vaccinale

Le polemiche che hanno fatto da sfondo alla chiusura dell’hub vaccinale non si sono ancora placate. Nonostante gli arredi dell’Asl siano stati ormai portati via e il palasport sia tornato nuovamente la casa della squadra di calcio a 5 – lo stop alle vaccinazioni deciso in piena emergenza sanitaria, mentre si iniziano a calendarizzare le terze dosi di somministrazione del siero anti-Covid, non è stato digerito da tutti i consiglieri. Da chi aveva lavorato per l’apertura del centro vaccinale e oggi «minaccia» di aprire una crisi a chi nel penultimo consiglio comunale – come gli esponenti della minoranza Antonio Mosca e Stefano Pagano – hanno sollevato ombre sulla decisione di chiudere i battenti della struttura. E a poco sono valse le spiegazioni del primo cittadino, Francesco Ranieri; le preoccupazioni e le accuse dei consiglieri riecheggiano ancora oggi nelle stanze al primo piano del municipio di via Gionti. Il primo a sollevare il caso nel corso della seduta di consiglio di qualche settimana fa era stato Antonio Mosca, pronto a chiedere delucidazioni al primo cittadino per sapere i motivi che avevano spinto l’amministrazione a privarsi dell’hub vaccinale «in un periodo così delicato come quello che stiamo vivendo». «E’ stata una decisione dell’Asl. Noi abbiamo avuto una convenzione con l’Esercito che ci ha permesso di tenere aperto il centro. Ora, vista l’esiguità di somministrazioni che venivano effettuate, l’azienda ha deciso di chiudere», aveva provato a controbattere il primo cittadino. Un discorso che non è bastato a placare le polemiche. «Ho dubbi. – le perplessità di Mosca – Non vorrei che la chiusura dell’hub sia stata decisa per far piacere a qualche consigliere della maggioranza appassionato di sport». Parole forti, destinate a colpire chi nella squadra di sostenitori del primo cittadino avrebbe «spinto» per la chiusura e per la riapertura del palazzetto alla squadra di calcio a 5 che ha tenuto regolarmente le ultime gare all’interno della struttura. «Chiudere un centro vaccinale in un momento delicato come questo dopo che per mesi ci è stato detto che era una struttura importantissima, credo sia stata una scelta errata», l’affondo del leader di Forza Italia, Stefano Pagano. «Se si doveva far giocare la squadra di calcio, si poteva anche dare come Comune un contributo al club per affrontare le partite lontano dallo stadio casalingo. Così l’amministrazione avrebbe manifestato la propria vicinanza ed avremmo avuto il polo vaccinale ancora attivo sul nostro territorio». Ma non è l’unico scontro aperto sulla vicenda dell’hub di Boccia al Mauro, perché in molti sono pronti a scommettere che lo stop alle somministrazioni dei vaccini nel palazzetto dello sport Falcone e Borsellino abbia aperto l’ennesima fase di discussione interna alla maggioranza del sindaco Ranieri. Il gruppo capitanato dal consigliere Serafino Ambrosio, infatti, non avrebbe gradito la scelta di fermare le dosi anti-Covid.

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