Agguato a Ottaviano con 5 coltellate, arrestato l’aggressore

Andrea Ripa,  

Agguato a Ottaviano con 5 coltellate, arrestato l’aggressore

A otto mesi dall’agguato di sangue consumatosi in una stradina della frazione di San Gennarello, quartiere cerniera tra i comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, un barlume di luce comincia a intravedersi. La prima svolta per il tentato omicidio di un 40enne originario di San Giuseppe Vesuviano, colpito a sangue con cinque fendenti su tutto il corpo, è arrivata ieri mattina quando la procura della Repubblica di Nola ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un 44enne di Ottaviano, originario di Palma Campania, accusato di essere l’autore materiale della terribile aggressione avvenuta in una sera di primavera. A raggiungere l’abitazione dell’uomo finito nel mirino della magistratura bruniana sono stati gli agenti del commissariato di polizia di San Giuseppe Vesuviano che hanno braccato il 44enne a cui è stata notificata l’ordinanza di custodia in carcere. L’uomo, con alle spalle precedenti per droga, dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Grazie a una serie di elementi raccolti da marzo a oggi, compresa un’attenta attività di intercettazioni telefoniche, è stato possibile per gli investigatori cercare di ricostruire una vicenda di sangue che rischiava di cadere nel dimenticatoio. Invece ieri mattina è arrivata la prima svolta con l’iscrizione sul registro degli indagati di un uomo di 44 anni residente a Ottaviano con alle spalle precedenti per droga. E sarebbe proprio l’affare legato agli stupefacenti alla base dell’aggressione consumatasi per le strade della frazione di San Gennarello. Una vicenda che andrà chiarita nelle prossime ore, quando il 44enne finirà davanti ai magistrati per chiarire la propria posizione alla luce delle prove raccolte in quasi otto mesi di indagine coordinate dalla procura di Nola. Gli accertamenti effettuati dalla polizia di stato di San Giuseppe Vesuviano ha consentito alle forze dell’ordine di far luce su una vicenda sfuggita ai più. Un raid di sangue, probabilmente una vendetta, che poteva costare caro a un 40enne costretto a un lungo ricovero in ospedale a causa le profonde ferite riportate. Cinque coltellate al costato e agli arti che hanno rischiato di ammazzare all’uomo di San Giuseppe Vesuviano trafitto dai fendenti. Una vicenda che riaccende i riflettori sull’allarme criminalità all’ombra del Vesuvio. Nell’hinterland vesuviano lo spaccio della droga resta uno dei business maggiormente produttivi per le organizzazioni criminali che sulla vendita degli stupefacenti hanno costruito veri e propri imperi, soldi provenienti da attività illeciti che vengono reinvestiti in attività pulite. La folle aggressione ricostruita dalla procura di Nola testimonia quanto l’emergenza per la sicurezza sia ancora viva in un angolo di provincia spesso dimenticato dalle istituzioni e diventato negli anni terreno fertile per i clan capaci di infiltrarsi nel tessuto sociale.

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