Torre Annunziata, controlli azzerati: la giunta Ascione demolisce il piano anti-corruzione

Vincenzo Lamberti,  

Torre Annunziata, controlli azzerati: la giunta Ascione demolisce il piano anti-corruzione

Non uno, ma due passi indietro nella lotta alla corruzione. Il Comune di Torre Annunziata, investito in pieno da uno scandalo legato alle mazzette senza precedenti, ha approvato nei giorni scorsi una delibera che toglie potere ai controlli sui possibili rischi corruttivi in seno alla macchina comunale. Con una delibera di giunta, la 183, l’esecutivo Ascione ha di fatto sgonfiato il potere di controllo del responsabile anti- corruzione. Secondo il regolamento approvato dall’ex vice sindaco Lorenzo Diana, ex presidente della commissione Antimafia inviato a Torre Annunziata di fatto per commissariare la lacunosa esperienza Ascione, gli atti dei dirigenti avrebbero dovuto prima essere inviati al responsabile anti-corruzione (individuato nella figura del segretario generale) per una valutazione. Con il suo ok, gli atti venivano approvati dai dirigenti. Invece la giunta Ascione ha modificato di nuovo il piano anti-corruzione, cancellando l’obbligo del controllo preventivo delle determine dei dirigenti. I quali, ora, hanno di nuovo le mani libere. Paradossale che questa decisione sia stata presa negli stessi giorni in cui un altro provvedimento firmato dall’ex capo dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano, condannato in primo grado a sei anni per aver intascato mazzette sugli appalti pubblici, era finito nel mirino della Procura. L’approvazione del piano per un parcheggio del quale l’ingegnere capo sosteneva di avere ogni tipo di autorizzazione e che, invece, era sconosciuto a Soprintendenza e altri enti. Se fosse stato in vigore il regolamento Diana, quell’atto non sarebbe mai passato. Perché il segretario generale avrebbe avuto potere di controllo e dunque avrebbe fermato la procedura prima che finisse in consiglio comunale. Non è, del resto, la prima modifica al rigido regolamento anti-corruzione voluto da Lorenzo Diana che il sindaco Ascione e la sua nuova giunta fanno passare, col rischio evidente di allargare ancora una volta le maglie dei controlli. Paradossale, poi, che accada nel pieno di un’ispezione della commissione d’accesso inviata dal Prefetto di Napoli. L’ex vice sindaco, a Metropolis, aveva raccontato proprio di come già quel suo regolamento fosse stato depotenziato. «Io avevo portato – raccontò in un’intervista prima di sbattere la porta e lasciare Torre Annunziata – al 6% la quota di controlli a campione e a sorteggio da fare sugli atti approvati dai dirigenti. Il sindaco invece abbassò quella quota al 3% dimezzandola». Una scelta che, già all’epoca Lorenzo Diana stigmatizzò con durezza. «In un Comune come Torre con più aspetti di atti illeciti e corruttivi serve innalzare l’asticella dei controlli preventivi e successivi sugli atti a rischio corruzione e illiceità» il suo monito. Inascoltato, a quanto, pare vista la decisione di queste ore. Ascoltato sul tema l’ex vice sindaco rilascia una lapidaria dichiarazione: «Spiace che sia stato buttato alle ortiche un patrimonio, approvato tutti insieme, di sforzi e di misure tese a far fronte ai rischi di corruzione e atti illeciti», le sue parole.

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