Monitoraggio digitale agli scavi, Villa Arianna in 3d

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Monitoraggio digitale agli scavi, Villa Arianna in 3d

Monitoraggio digitale, attraverso l’utilizzo di speciali laser scanner, dello stato di degrado e di conservazione delle strutture archeologiche. Questa l’ultima attività di ricerca sperimentale, che vede il Parco archeologico di Pompei come campo privilegiato di applicazione delle nuove tecnologie in materia di rappresentazione e monitoraggio dei reperti e delle domus. L’ennesima iniziativa che consentirà dunque di acquisire informazioni per la gestione digitale dei processi di conservazione, programmazione e manutenzione del sito. Giovedì scorso sono iniziate le attività di rilievo con laser scanner della domus di Arianna. I dati, una volta raccolti, confluiranno in una piattaforma HBIM, che per la prima volta sarà applicata al contesto archeologico di Pompei. «HBIM è acronimo di Heritage Building Information Modeling, una tecnologia che consente di acquisire informazioni per la gestione digitale dei processi di conservazione e manutenzione del sito nell’ottica di una sempre maggiore sostenibilità economica e ambientale nella gestione del patrimonio archeologico» fanno sapere dal Parco archeologico di Pompei. L’obiettivo del progetto – realizzato assieme all’Università Federico II di Napoli e al Politecnico di Milano, che conduce da anni ricerche sul superamento dei modelli tradizionali di archiviazione dei dati – è quello di pianificare in modo strategico le operazioni di manutenzione. E ancora «il monitoraggio del degrado, anche strutturale, dell’edificio, attraverso un confronto informatizzato tra un dato inserito nel modello digitale e lo stesso rilevato in tempo reale tramite sensori; la pianificazione degli interventi di restauro; la catalogazione delle informazioni; la simulazione degli effetti di eventi catastrofici» tra i quali anche possibili terremoti. L’obiettivo del gruppo di ricerca è anche quello di portare a compimento l’idea progettuale di un prototipo di piattaforma HBIM, calata su un’insula del Parco archeologico pompeiano in 6 mesi, per definire in una seconda fase la relativa dimostrazione di funzionalità. L’attività di ricerca e di sperimentazione coinvolgerà docenti e giovani ricercatori, avvalendosi anche della consulenza del Distretto tecnologico Stress, per realizzare indagini non invasive e per l’elaborazione della piattaforma digitale. Il gruppo di ricerca, tra gli altri, è composto da Renata Picone, Mario Losasso, Luigi Veronese, Enza Tersigni, Eduardo Bassolino, Mariarosaria Villani (Università Federico II di Napoli); Stefano Della Torre, Luisa Ferro, Daniela Oreni (Politecnico di Milano); Costanza Miliani, Elena Gigliarelli, Filippo Calcerano, Cristiano Riminesi (C.N.R.); Gabriel Zuchtriegel (Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei),  Alberto Bruni, Arianna Spinosa, Vincenzo Calvanese, Raffaele Martinelli.

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