Campania in frantumi, quei 90″ di terrore: in una mostra al Mann le immagini della devastazione e della solidarietà

Gaetano Angellotti,  

Campania in frantumi, quei 90″ di terrore: in una mostra al Mann le immagini della devastazione e della solidarietà

Chi è nato negli anni ‘70 del secolo scorso li ha impressi nella memoria, quei 90 secondi che sembrarono interminabili. Oltre a sbriciolare quasi completamente decine e decine di paesi piccoli e grandi, causando circa 3mila morti,  280mila sfollati, 8.500 feriti, quella scossa interminabile provocò una devastazione socio-politico-economica con la quale la Campania intera sta ancora facendo i conti. Dopo 41 anni quella tragica domenica viene raccontata anche in una mostra al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che singificativimante si intitola “19:34”, l’ora in cui tutto cambiò. Le fotografie di Antonietta De Lillo, cento immagini inedite, raccontano quel sisma e sono visibili fino al 2 maggio 2022: la mostra, realizzata nell’ambito del Poc Campania 2014-2020, è un percorso di ricerca attraverso testimonianze, ricordi, emozioni che, 41 anni fa, cambiarono la storia del territorio campano. Le fotografie sono state concesse dall’archivio di Marechiarofilm e sono state scattate da Antonietta De Lillo, allora giovane fotogiornalista, all’indomani del terremoto, costituendo un reportage sensibile di una ferita ancora aperta. La capacità di De Lillo di restituirci l’umanità che si cela dietro la cronaca fa emergere anche la capacità narrativa dell’autrice cinematografica ormai con trentennale carriera, sempre in bilico tra la presa diretta della realtà e la ricerca dell’invisibile. «Trasmettere la memoria viva di ciò che è accaduto 41 anni fa è oggi, appena usciti dall’emergenza Covid, ancora più significativo – spiega il direttore del museo, Paolo Giulierini – insieme al ricordo della tragedia vogliamo indicare alle giovani generazioni anche e soprattutto la forza e i sentimenti di solidarietà e la voglia di rinascita che trasmettono le immagini di questa emozionante mostra». Partita verso i comuni dell’entroterra colpiti dal sisma, con la sua Renault 4 e le macchine fotografiche, Antonietta De Lillo, allora ventenne, racconta i paesi ridotti in macerie, i primi soccorsi, i gruppi di ricerca, il dramma dei ritrovamenti. Il reportage ci accompagna nelle settimane successive alla prima scossa: ecco gli accampamenti, le roulotte e i prefabbricati, i volontari che giungono da tutta Italia, l’arrivo della neve fino al disgelo, alle soglie di una fragile, ma coraggiosa ripresa. Napoli è la tappa iniziale da cui si protrae il viaggio della fotoreporter. Piazza del Plebiscito, affollata da cittadini e automobili, all’indomani del sisma, riporta il visitatore nel cuore di una città vittima di sconforto e paura. Le immagini di Via Stadera, dove avvenne il crollo più grave nell’area metropolitana, sono la premessa del percorso di indagine che condurrà l’autrice nei borghi dell’Irpinia distrutti. Un tappeto sonoro, tratto dall’archivio di Rai Teche, con le voci dei telegiornali e radiogiornali dell’epoca è diffuso in tutte le tre sale. Le foto sono commentate da frasi tratte dai giornali dell’epoca.

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