Castellammare. Il ras Polito in aula: «Il clan di Moscarella non esiste»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Il ras Polito in aula: «Il clan di Moscarella non esiste»

«Ho trafficato droga e armi, ma il Terzo Sistema non esiste è un’invenzione». E’ la verità di Raffaele Polito, considerato dall’Antimafia come il capo di un gruppo criminale nato nel rione Moscarella con l’ambizione di tentare la scalata criminale a Castellammare di Stabia. Una tesi che il pregiudicato stabiese prova a smontare nel corso di un interrogatorio durato quasi tre ore, nell’ambito del processo con rito abbreviato che vede alla sbarra anche l’altro ras Silverio Onorato e altre undici persone accusate di aver fatto parte del gruppo criminale.«Io non ho mai dato ordini a nessuno», ha detto Polito in aula, spiegando che in realtà lui non sarebbe stato a capo di nessun gruppo ma di aver agito per conto proprio. «Ho trafficato droga e armi, acquistavo e rivendevo», la sintesi del suo discorso. Polito, difeso dagli avvocati Renato D’Antuono e Mariano Morelli, è stato incalzato proprio sui kalashnikov e sulle pistole ritrovate dai carabinieri della compagnia di Castellammare nel quartiere Moscarella: «Le armi erano mie, ma non servivano per compiere omicidi o per minacciare chi non pagava la droga – dice – Cercavo solo acquirenti a cui venderle».

Una tesi sulla quale l’Antimafia ha molti dubbi, anche perché Raffaele Polito è il figlio di Salvatore Polito, il pregiudicato del quartiere Moscarella assassinato nel 2012 da killer ancora sconosciuti. E il sospetto è che quelle armi sarebbero potute servire a uccidere chi aveva messo a segno quell’omicidio: «Non ho mai pensato a vendicare la morte di mio padre, se avessi voluto farlo mi sarei legato a un clan», dice Raffaele Polito.Il ras di Moscarella si avvale della facoltà di non rispondere quando gli vengono chiesti i fornitori di armi e droga e le persone che si rivolgevano a lui per comprare pistole e kalashnikov. Riguardo ai rapporti con Silverio Onorato, considerato l’uomo che assieme a lui guidava il Terzo Sistema, è emerso in aula che proprio Onorato fosse il testimone di nozze di Polito.

«Ci conosciamo, siamo amici, ma ognuno faceva affari per fatti suoi», ha detto il ras di Moscarella.Una tesi confermata anche dallo stesso Silverio Onorato, che come Polito sostiene di non aver fatto parte di alcun clan ma di aver trafficato stupefacenti nel quartiere alla periferia stabiese. Onorato, difeso dall’avvocato Alfonso Piscino, ha negato che le armi ritrovate nel 2017 a Moscarella fossero nella sua disponibilità.Hanno ammesso la responsabilità di aver spacciato droga nel quartiere alla periferia di Castellammare tutti gli altri imputati, negando però di aver fatto parte di un’organizzazione criminale.Non è dello stesso avviso invece la Procura Antimafia che per oltre tre anni ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri della compagnia stabiese, ricostruendo ruoli e compiti dei vari personaggi che avrebbero lavorato per far crescere un gruppo criminale che si sarebbe posto come obiettivo quello di farsi largo nel controllo degli affari illeciti a Castellammare.

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