Torre del Greco, il processo non spaventa Borriello: «Mi candido lo stesso. Palomba? Fa comodo a qualcuno»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il processo non spaventa Borriello: «Mi candido lo stesso. Palomba? Fa comodo a qualcuno»
L'ex sindaco Ciro Borriello e il suo successore Giovanni Palomba

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Torre del Greco. Davanti all’ennesima assenza del maggiore della finanza Giuseppe Campobasso – a capo dell’inchiesta sullo scandalo della «monnezza connection» all’ombra del Vesuvio e in fuga dal tribunale di Torre Annunziata da diverse udienze – l’ex sindaco Ciro Borriello, accusato di avere incassato mazzette per l’appalto dei rifiuti alla «ditta di casa» dei Fratelli Balsamo, non ha nascosto il proprio disappunto: «La verità sembra non interessare a nessuno – il moto di stizza del chirurgo plastico con la passione per la politica – Il processo si trascina stancamente da un anno. Di questo passo, la sentenza di primo grado non arriverà prima del 2023». Un anno cerchiato in rosso sull’agenda politica dell’ex deputato di Forza Italia, perché – salvo colpi di scena – dovrebbe essere l’anno del ritorno alle urne per gli elettori di Torre del Greco.

Via tutti i dubbi

Quindi, la spada di Damocle del processo per corruzione potrebbe rappresentare un deterrente all’eventuale ritorno in campo auspicato dai nostalgici dello «sceriffo» di via del Monte. Un dubbio spazzato via da Ciro Borriello con la stesse energia con cui venivano affrontati i problemi a palazzo Baronale: «Le vicende giudiziarie e le strategie politiche viaggiano su binari differenti – le parole dello storico leader locale del centrodestra – Se dovessi decidere di candidarmi nuovamente a sindaco, non mi farò frenare dal processo». D’altronde, Ciro Borriello si è già trovato in passato nella scomoda posizione di aspirante alla fascia tricolore sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Era il 2014 e il «dottore» sconfitto due anni prima alle urne da Gennaro Malinconico sbaragliò l’agguerrita concorrenza – compresa l’attuale consigliere regionale Loredana Raia, asfaltata al ballottaggio – e riconquistò la fascia tricolore: «All’epoca, avevo due procedimenti in corso – ricorda l’ex sindaco -. Ma, fortunatamente, gli elettori guardano ai risultati ottenuti per la città».

Il primo sfidante

Se l’indice di gradimento di un sindaco fosse legato solo ai risultati, il destino dell’attuale amministrazione comunale dovrebbe essere già segnato. «Invece, il sindaco Giovanni Palomba resterà in carica fino al termine del mandato – Anzi, sono sicuro di una sua seconda candidatura». Ma le ragioni delle «certezze» non sono particolarmente lusinghiere per l’attuale primo cittadino e affondano le proprie radici nelle ricorrenti lotte intestine del centrosinistra di Torre del Greco: «Al momento, sono concentrato sulla mia attività professionale e non sono particolarmente aggiornato sulle questioni politiche – premette Ciro Borriello -. Ma già sento circolare diversi nomi di aspiranti alla carica di sindaco. Alla fine, credo, Giovanni Palomba riuscirà a strappare un’altra candidatura perché un sindaco “debole” e accondiscendente può fare comodo a chi non può scendere in campo in prima persona». Ai burattinai della politica all’ombra del Vesuvio fischieranno le orecchie.

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