Poliambulatorio, progetto fantasma nell’ex tribunale di Ottaviano bloccato da due anni e mezzo

Andrea Ripa,  

Poliambulatorio, progetto fantasma nell’ex tribunale di Ottaviano bloccato da due anni e mezzo

La convenzione per riaprire in città il centro sanitario che era stato chiuso a seguito di un blitz dei Nas è stata firmata oltre due anni e mezzo fa. A seguito di un’inchiesta dei Nas e di diversi sopralluoghi per individuare la sede ad ospitare i lavori. Eppure dal via libera del consiglio comunale, nel marzo del 2019 e dalla firma del patto con l’azienda sanitaria locale nulla è cambiato. Nei vecchi uffici del Giudice di Pace di Ottaviano non s’è mossa ancora una pietra, con i primi due anni di convenzione per il comodato d’uso gratuito della struttura – un contratto ventennale passati nel silenzio. Certo, la pandemia ha rallentato tutto notevolmente, ma ciò che stupisce è che ad oggi l’Asl non ha ancora chiarito cosa voler fare della struttura di viale Elena che avrebbe dovuto adibire a poliambulatorio. Nonostante incontro e sollecitazioni da parte dell’amministrazione e delle associazioni del territorio, restano i dubbi sulle reali intenzioni della Napoli 3 sud sul futuro dell’edificio.

A metà novembre il Comitato Civico Cifariello, che per mesi si è battuto per il ripristino dei servizi ambulatoriali in città dopo lo stop del presidio di via San Leonardo, ha inoltrato una lettera al sindaco per sapere se la «fase di progettazione» del poliambulatorio è conclusa oppure no. E nel caso di esito negativo di «sciogliere la convenzione con l’Asl». «La strada del silenzio è la soluzione più dannosa per tutti», le parole del presidente Marcello Fabbrocini. «Vogliamo sapere la verità».

Intanto dopo le sollecitazioni da parte del Comitato Civico Cifariello, che nei giorni scorsi aveva chiesto delucidazioni proprio ai vertici della squadra di governo locale, la vicenda è finita anche al centro dell’ultimo consiglio comunale. A chiedere chiarimenti al primo cittadino sullo stato dell’arte è stato il consigliere di minoranza Felice Picariello: «Con l’Asl cosa dobbiamo fare? L’azienda ci deve dare delle risposte perché non possiamo avere uno stabile fermo nell’attesa che ci facciano sapere cosa hanno intenzione di fare. Anche perché non possiamo avere una struttura ferma a vita», ha spiegato nel corso di un intervento. Il primo cittadino ha preso tempo, spiegando i problemi sorti in questi mesi a causa della pandemia che «ha rallentato tutto», ha detto. Ma non è l’unico ostacolo sorto. «Il direttore generale ha riferito che non farebbe investimento su tutti i contratti stipulati dal suo predecessore perché ci sono dieci comodati d’uso gratuiti in essere. L’idea è quella di realizzare un ospedale di comunità con il sostegno dei medici di base. Speriamo che la fase pandemia venga superata per riparlarne. Molto dipenderà anche dal Pnrr», ha detto Capasso in aula. Restano i dubbi su un’opera che dopo due anni e mezzo non si sa ancora che forma avrà.

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