Ucciso nel garage a Torre Annunziata, il killer di Maurizio Cerrato era un ras dei Gionta

Ciro Formisano,  

Ucciso nel garage a Torre Annunziata, il killer di Maurizio Cerrato era un ras dei Gionta

C’è anche l’assassino di Maurizio Cerrato tra i 19 arrestati coinvolti nell’inchiesta che ieri mattina ha travolto la camorra di Torre Annunziata. Antonio Cirillo, l’uomo che ha sferrato la coltellata mortale il 19 aprile scorso, è un assassino ed anche un soldato dal clan Gionta. Lo sostiene l’Antimafia che accusa il trentatreenne di associazione per delinquere di stampo mafioso. Cirillo avrebbe fatto parte dell’esercito messo in piedi da Giuseppe Carpentieri, occupandosi di gestire il «giro delle estorsioni». Un ruolo di primo piano che lo ha fatto finire anche sulla lista nera dei nemici dei Valentini. Proprio lui l’uomo che la morte l’ha vista in faccia quando ha sferrato la coltellata fatale a quell’innocente padre di famiglia. Maurizio Cerrato venne assassinato soltanto perché “colpevole” – agli occhi dei suoi assassini – di aver difeso sua figlia dopo una banale lite per un posto auto occupato abusivamente dalla famiglia Scaramella. Un episodio drammatico, una delle più brutte pagine di violenza che abbiano mai macchiato la storia recente di Torre Annunziata. Antonio Cirillo, arrestato per questa vicenda assieme agli altri 3 indagati (tra cui suo padre Francesco) ha confessato di essere l’esecutore materiale del delitto. Di aver conficcato il coltello da cucina nel petto di Cerrato al culmine della terrificante aggressione avvenuta all’interno di un garage di via IV Novembre. Delitto che rischia di costargli la condanna all’ergastolo. Delitto che ha segnato la città, come uno dei primi atti della terrificante escalation di violenza che ha sconvolto Torre Annunziata. E a sette mesi dal massacro viene fuori che a uccidere quell’onesto padre di famiglia è stato uno dei componenti della cupola dei Gionta.

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