Torre del Greco, un altro pasticcio consiglio comunale: atti votati senza il numero legale | VIDEO

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, un altro pasticcio consiglio comunale: atti votati senza il numero legale | VIDEO
Il momento dello scontro sul numero legale

Torre del Greco. Doveva essere una seduta «tranquilla» del consiglio comunale, perché – al netto delle questioni «dormienti» in aula da un anno – non c’erano particolari argomenti all’ordine del giorno. Ma con la sgangherata coalizione uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del 2018 le «sorprese» sono sempre dietro l’angolo e, statisticamente, non sono mai positive. Così perfino una ordinaria riunione dell’assise potrebbe finire – in caso di ricorsi al Tar Campania o segnalazioni al prefetto di Napoli – al centro di una disputa legale.

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Quattro atti a rischio

L’ultimo «incidente» all’interno dell’emiciclo di palazzo Baronale è stato registrato a fine seduta, quando l’opposizione aveva già abbandonato l’aula in segno di protesta e la maggioranza era passata all’approvazione senza contraddittorio di una serie di debiti fuori bilancio: una corsa solitaria e senza avversari evidentemente capace di provocare un generale rilassamento tra gli alleati del sindaco Giovanni Palomba, a cui sarà sfuggito di essere rimasti – una volta andato via Nello Formisano, corso a casa per festeggiare l’onomastico con la famiglia – solo in 13. Così, una volta approvato il debito fuori bilancio della delibera numero 304, Luigi Mele – l’ex candidato del centrodestra «saltato» sulla carovana del buongoverno per gestire il settore rifiuti, con risultati sotto gli occhi di tutti – si è allontanato dall’emiciclo senza neanche votare l’immediata esecutività. Un’uscita di scena naturalmente sfuggita al presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio e al «notaio» Pasquale Incarnato, il segretario generale ereditato dall’ex commissario straordinario Giacomo Barbato: rimasti in 12 in aula, gli esponenti della maggioranza si sono votati quattro debiti fuori bilancio – delibere 307, 308, 315 e 316 – senza il numero legale. «Silenzio in aula – la profetica richiesta dell’avvocato della maggioranza un minuto prima del «fattaccio» – Se non ci stiamo tutti zitti non si capisce chi vota, chi non vota e chi ci sta». Parole capaci di fare drizzare le antenne all’esponente dell’opposizione Luigi Caldarola, rimasto «affacciato» alla balaustra del consiglio comunale per seguire gli ultimi scampoli della riunione. Al soldato di via Lamaria è bastato – come a chiunque dotato di un minimo di vista e di onestà intellettuale – un rapido sguardo per accertare la mancanza del numero legale e sollevare la questione.

 

 

La corsa ai ripari

Davanti alla denuncia di Luigi Caldarola, il capo dell’assise prima ha provato a contestare la legittimità della partecipazione alla discussione dell’ex alleato e poi – spalleggiato dal notaio-aiutante della maggioranza – ha negato l’evidenza: «Abbiamo contato più volte il numero legale – l’affannosa difesa del legale con la «passione» per politica – e erano sempre tredici». Parole pronunciate mentre Michele Langella correva a «recuperare» Luigi Mele, tornato trafelato in aula per il proseguo dei lavori. Tutto «sfuggito» a Gaetano Frulio & company, ma non alle telecamere dell’emittente privata a cui lo stesso avvocato della maggioranza ha affidato il compito di garantire la «pubblicità della seduta». Visto lo «spettacolo», l’ennesimo autogol di un mandato costellato di errori.

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