Pizzaiolo accoltellato in un locale di Pompei, arrestato il collega che l’ha ferito. Il movente choc: «Bestemmia troppo»

Salvatore Piro,  

Pizzaiolo accoltellato in un locale di Pompei, arrestato il collega che l’ha ferito. Il movente choc: «Bestemmia troppo»

Via Sacra, altra sera da far west. Una lite tra due pizzaioli, scoppiata ieri intorno alle ore 20 e per futili motivi dentro la cucina dell’affollata pizzeria “Alleria”, in pieno centro cittadino, finisce nel sangue. La vittima, un dipendente dello stesso locale, si tratta di Antonio Ciaravola, di 35 anni, è stata colpita con inspiegabile e brutale violenza da un suo giovane collega: un 22enne, anch’egli dipendente della stessa pizzeria. L’aggressore, secondo il racconto già consegnato agli inquirenti da alcuni testimoni oculari, avrebbe agito con un grosso coltello da cucina, sferrando infine diversi fendenti precisamente diretti tra il collo e l’aorta di Ciaravola. La vittima di quanto, a prima vista, sembrerebbe essere un vero e proprio raptus di follia, dopo aver perso molto sangue è stata trasportata in ambulanza presso l’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il pizzaiolo 35enne, nella tarda serata di ieri, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. E ora è in prognosi riservata. I medici stabiesi gli hanno suturato due ferite al collo. La vittima del raptus sarebbe arrivato in sala operatoria anche con un dito tagliato della mano. L’aggressione, ieri sera, è stato visto da diversi clienti della pizzeria, che erano già seduti ai tavoli per la cena. E’ però stata un’altra dipendente del locale a chiamare per prima i soccorsi, chiedendo poi l’intervento della polizia. La testimone, poi ascoltata in caserma dagli agenti, guidati dal vicequestore Antonella Palumbo, ha raccontato tutti i dettagli della scena: “Lui è uscito fuori dalla cucina, aveva ancora il coltello in mano. Ha gridato: cosa ho fatto? L’ho ucciso? Ho preso il coltello perchè lui, in cucina, bestemmia spesso Dio e la Madonna. La Madonna è come se fosse mia madre”. Questa la prima versione consegnata alla polizia di Pompei, che adesso indaga sulla vicenda a 360 gradi. Il giovane accoltellatore, ieri sera, è finito in manette, ora è in stato di fermo. L’accusa, per lui, è gravissima: tentato omicidio. Subito dopo aver compiuto il folle gesto, il giovane 22enne si è rinchiuso negli spogliatoi della cucina, poi ha gridato. Ancora: “Cos’ho fatto!?”. Come già sottolineato, l’aggressore avrebbe in questo modo “punito” le continue bestemmie e gli improperi, che il suo collega, Antonio Ciaravola, durante l’orario di lavoro rivolgeva a Dio e alla Madonna di Pompei. Ieri sera, i sanitari del 118 sono intervenuti a via Sacra insieme a una volante della polizia. Prima che fosse ammanettato, il 22enne ora in stato di fermo, con l’accusa di tentato omicidio, avrebbe più volte compiuto anche degli atti di autolesionismo. “Sbatteva la testa contro il muro della pizzeria” raccontano ancora altri testimoni della sanguinosa scena. Saranno adesso i poliziotti del commissariato di Pompei a indagare sui motivi dell’attentato sanguinario. Dopo la serata choc, gli inquirenti hanno disposto la chiusura della pizzeria. E’ stata insomma un’altra notte da far west, l’ennesima, quella vissuta ieri a via Sacra. E’ la strada della movida, dei bar e dei locali di Pompei. E’ la strada che, ancora una volta, ha visto l’asfalto bagnarsi col sangue.

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