Sfiducia al sindaco di Scafati, caccia alle firme per tornare al voto

Redazione,  

Sfiducia al sindaco di Scafati, caccia alle firme per tornare al voto

Non è rimasto inascoltato l’appello di Mario Santocchio alle forze politiche di minoranza e ai dissidenti di maggioranza, di evitare il voto anticipato. L’effetto ottenuto è stato esattamente il contrario, dimostrando il come sia radicata oramai la convinzione di tornare al voto. “Andare al voto oggi sarebbe come saltare nel buio, la città non capirebbe” le parole del Presidente del Consiglio, in questa delicata fase nelle vesti di colomba. Santocchio si sta molto spendendo, forse l’unico, cercando in tutti i modi di convincere pezzi della minoranza a non concretizzare il progetto di dimissioni notarili. Dalla sua parte l’impossibilità temporanea di un incontro tra i dieci esponenti di minoranza con i tre dissidenti, a causa del dilagare del Covid, che costringe a casa, tra malattia e quarantene, alcuni di loro. Un lasso di tempo utile per concretizzare opere di mediazione. Difficile, ma non impossibile, anche se la sensazione in città è quella di essere arrivati al capolinea, e la si percepisce dai primi movimenti dei resuscitati della politica, coloro che dalla finestra hanno percepito l’aria elettorale, muovendo i primi passi in prospettiva voto. C’è fermento nei principali bar sede di trattative politiche, tra corso nazionale e via Martiri D’Ungheria il centrosinistra, zona centro i dissidenti con l’area centrista, san Pietro-Plaza coloro che sono rimasti fuori dall’Assise. “Il peggiore “salto nel buio” sarebbe lasciar continuare Salvati, Santocchio e alcuni dirigenti apicali del Comune a fare danni. Chiudere questa esperienza amministrativa, e ridare celermente la parola ai cittadini e agli elettori, sarebbe invece uno spiraglio di luce per la nostra città” è laconico dal Pd Michele Grimaldi. “Sono circa 3 anni che la città vive nel degrado più totale e adesso si preoccupano del salto nel buio? – aggiunge Alfonso Carotenuto – Quali e quanti punti del programma elettorale sono stati trattati e risolti? E si preoccupano di qualche mese di Commissariamento. Tutti a casa, senza se e senza ma”. Pronto a firmare le dimissioni anche Giuseppe Sarconio. “Scafati deve rinascere e loro non sono in grado di farlo i fatti lo dimostrano. Si sono barricati nel palazzo dorato perdendo il contatto con la città qualora lo avessero mai avuto. L’assenza di cittadini alle loro manifestazioni testimonia il loro isolamento rispetto alla comunità scafatese” le parole del grillino. Al ballottaggio aveva assunto posizioni più morbide rispetto alla candidatura di Salvati, oggi Francesco Carotenuto è ritornato sui suoi passi. “La gente non capirebbe, piuttosto, come si possa rimanere in sella senza nessun obiettivo raggiunto rispetto alla moltitudine di problemi che c’erano. Scafati merita molto di più che un’amministrazione litigiosa e che in due anni e mezzo si è retta solo con girandole di incarichi e azzeramenti di giunta”.

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