Torre del Greco, il 3×2 per «salvare» il sindaco: Palomba spalle al muro

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il 3×2 per «salvare» il sindaco: Palomba spalle al muro
Gargiulo, Gramegna e Piccirillo

Torre del Greco. Due poltrone in giunta in cambio di tre voti in consiglio comunale. è il «prezzo» fissato dai tre ex dissidenti Salvatore Gargiulo, Simone Mariano Gramegna e Ciro Piccirillo – oggi seduti tra i banchi dell’opposizione dopo lo strappo di gennaio 2021 – davanti al «corteggiamento» del sindaco Giovanni Palomba, a caccia dei «numeri» per respingere l’assalto dei frondisti di area Pd e restare in sella fino al termine del mandato.Una richiesta capace di complicare i piani dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio, finito nel «vicolo cieco» dei (falsi) indecisi di palazzo Baronale e costretto a sondare – senza particolare fortuna – l’eventuale disponibilità dell’ex vicesindaco Romina Stilo e della debuttante Carmela Iacomino.

La trattativa 3×2

In attesa di conoscere le «evoluzioni» della fuga di fine anno dell’avvocato Luisa Liguoro e di Gaetano Frulio – un vertice tra i capibastone del Pd sul «caso Torre del Greco» è in programma a metà settimana – il mobiliere di via Monsignor Felice Romano ha avviato le «consultazioni» per provare a mettere in piedi una nuova maggioranza. Anzi, vecchia. Perché la prima porta a cui Giovanni Palomba è andato a bussare per salvare la poltrona è stata quella di tre fedelissimi della prima ora: Salvatore Gargiulo – eletto con Dai – Simone Mariano Gramegna di Insieme per la città e il «camaleonte» Ciro Piccirillo, fondatore della lista civica La Svolta. Ma, differentemente dalle attese, il primo cittadino si è trovato davanti a una «pesante» richiesta: «Per rientrare in maggioranza ci servono due assessorati», il 3×2 avanzato da Salvatore Gargiulo. Una proposta davanti a cui il sindaco avrebbe provato a rilanciare, rinunciando a Ciro Piccirillo e garantendo una poltrona in giunta per i restanti due ex dissidenti. «No, grazie – la replica – Vogliamo avere la certezza di potere incidere nell’azione dell’amministrazione comunale, altrimenti stiamo bene dove stiamo».

La pazza idea

Davanti all’inaspettata battuta d’arresto della trattativa con gli «alleati di ritorno», il sindaco si sarebbe lasciato affascinare da una pazza idea per rintuzzare la sgangherata carovana del buongoverno: mettere insieme una coalizione con quattro candidati a sindaco. Dunque, aggiungere l’ex vicesindaco Romina Stilo ai già acquisiti Luigi Mele e Nello Formisano. Insomma, un super-inciucio di cui – secondo la suggestiva ipotesi circolata a palazzo Baronale – avrebbe dovuto fare parte anche Carmela Iacomino, moglie dell’attuale commissario cittadino di Forza Italia. Ma, stavolta, le «sirene» provenienti dalla stanza dei bottoni del Comune non avrebbero – il condizionale, visti i precedenti, resta d’obbligo – incantato nessuno. E i «no» incassati da Giovanni Palomba in poche ore sarebbero subito saliti a cinque.

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