I fari del pool anticamorra sull’affare buoni libro a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

I fari del pool anticamorra sull’affare buoni libro a San Giuseppe Vesuviano

Sotto i riflettori della commissione d’accesso insediatasi a San Giuseppe Vesuviano sono finiti centinaia di nominativi. Elenchi di persone beneficiarie degli aiuti stanziati dall’Ente di piazza Elena d’Aosta negli ultimi anni e oggi al centro dei sospetti da parte del pool di investigatori inviato la scorsa estate dal prefetto di Napoli – allora era Marco Valentini – e chiamati a far luce su una serie di procedure anomale che potrebbero celare infiltrazioni camorristiche negli affari pubblici. Dopo aver acquisito nel corso dei mesi decine di documenti tra appalti affidati, procedure d’urgenza e contratti siglati a tempo record, le attenzioni della commissione anticamorra si sono ora concentrate sull’assegnazione dei buoni libro. E secondo quanto emerso le procedure adottate per l’erogazione dei voucher alle famiglie indigenti presenterebbero numerose anomalie. Un caso finito all’attenzione della commissione d’accesso che tra qualche settimana dovrà anche consegnare la relazione definitiva al prefetto che avrà poi il compito di avanzare o meno la richiesta di scioglimento del consiglio comunale. Nell’attesa che i tempi maturino, le indagini proseguono senza sosta e la sparizione di un computer dall’ufficio dall’ufficio cultura – documentata anche dal quotidiano Metropolis -, a inizio dicembre, potrebbe essere legata agli accertamenti che da settimane vanno avanti sui nominativi contenuti nell’elenco dei beneficiari dei voucher per l’acquisto dei libri di scuola. Ombre che s’addensano su un Comune che già in passato ha subìto l’onta dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche e che oggi – a poco più di dieci anni dall’ultima volta – potrebbe incappare nello stesso destino. Si tratta dell’ennesima grana per l’amministrazione comunale trainata dal sindaco leghista Vincenzo Catapano. L’ente di piazza Elena d’Aosta oltre a dover rincorrere ogni singolo atto che viene chiesto dai componenti della commissione d’accesso – un viceprefetto, un commissario capo della squadra anticrimine di Napoli e un capitano della guardia di finanza del nucleo di polizia economico finanziario della città partenopea -, ha già dovuto fornire da agosto scorso ad oggi centinaia di documenti. Le attenzioni dei componenti della squadra di investigatori arrivata da Napoli ha infatti tenuto accesi i riflettori sulle pratiche edilizie, ma anche su decine di affidamenti che non rispetterebbero i crismi della legalità. Allo stesso tempo sono stati chiesti gli elenchi dei nominativi di ogni singolo dipendente comunale che ha lavorato in municipio negli ultimi anni, anche quelli assunti a tempo determinato e gli impiegati (tanti) che sono andati in pensione accedendo a quota cento, degli staffisti che si sono avvicendati in municipio nel corso degli anni, di tutti i componenti del consiglio comunale e della squadra di assessori nominata dal primo cittadino.

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