Sorrento, sequestri nei lidi balneari: per i pm le concessioni demaniali sono a rischio revoca

Salvatore Dare,  

Sorrento, sequestri nei lidi balneari: per i pm le concessioni demaniali sono a rischio revoca

Nuovi sequestri all’interno degli stabilimenti balneari di Marina Piccola a Sorrento. Scattano i sigilli per diversi manufatti rinvenuti nei lidi: alcuni di questi sono stati ricavati attraverso la collocazione di paratie lignee che in estate vengono impiegate per l’installazione delle cabine. Secondo gli inquirenti, tali opere non sono conformi alle prescrizioni delle concessioni demaniali marittime. I sequestri sono giunti al termine di controlli condotti nei lidi Leonelli’s Beach, Marameo, Bagni Salvatore e Peter’s Beach: le verifiche sono state svolte da personale di Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, ufficio locale marittimo di Sorrento e Comune di Sorrento su delega della Procura di Torre Annunziata. A coordinare le indagini anti abusivismo sono i magistrati guidati dal procuratore Nunzio Fragliasso che oggi contestano la presenza dei manufatti, ora sequestrati, ma senza escludere ulteriori accertamenti su titoli e rispetto dei vincoli che gravano sul demanio. Le aree sequestrate sono situate nei lidi e sono state ricavate anche con l’apposizione di pannellature in legno di facile rimozione. Sono paratie che vengono installate al termine dell’estate per “chiudere” dei locali che, di solito, sono aperti al pubblico perché utilizzati per i servizi di bar e ristorazione. L’apposizione del materiale ligneo è un’operazione che viene effettuata ogni anno prima dell’inverno per evitare che le strutture interne possano essere danneggiate dal maltempo. La Procura di Torre Annunziata – l’inchiesta è affidata al sostituto procuratore Antonio Barba – intende fare chiarezza a 360 gradi sull’intera occupazione demaniale, sull’eventuale presenza di abusi edilizi lungo tutta la fascia di costa e in tal senso verifica ogni elemento. Dal loro canto, i gestori degli stabilimenti avranno la possibilità di difendersi e sostenere la propria tesi. La Procura, come detto, oltre ai risvolti per possibili irregolarità demaniali, valuta ricadute anche di carattere edilizio ed urbanistico che, se confermate in via definitiva, potrebbero comportare, tra le varie possibilità, pure delle revoche delle autorizzazioni. Resta intanto ancora aperta pure la querelle riguardante il percorso pedonale che dal porto dovrà condurre liberamente al ninfeo posto al di sotto dell’hotel Syrene. Pendono da anni segnalazioni e denunce a cura del movimento civico “Conta anche tu”, dei Vas, del movimento “La Grande Onda” e dell’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione”. Il ripristino di tale strada, che conduce a un sito archeologico, è previsto da anni con l’impegno diretto dei lidi, che già finirono sotto indagine per presunte irregolarità edilizie sul demanio marittimo venendo archiviati. I gestori degli stabilimenti, da qualche tempo, hanno avanzato richiesta di permesso di costruire al Comune per ripristinare il percorso. «Bisogna fare luce su tutto, non solo su possibili difformità sul demanio ma anche sul ripristino della legalità in merito al percorso. Qualora emergessero profili di irregolarità definitivi bisogna procedere ad horas alla revoca delle concessioni» ha sottolineato Francesco Gargiulo, coordinatore di “Conta anche tu”.

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