Castellammare, le mani della camorra sul rilancio del turismo

Tiziano Valle,  

Castellammare, le mani della camorra sul rilancio del turismo

La camorra stabiese reinveste nel turismo i soldi sporchi incassati con estorsioni e traffici di droga. Alberghi, charter del mare, lidi e parcheggi nelle zone balneari sono alcuni degli affari “sensibili”, secondo le ultime informative Antimafia. Indagini aperte per fermare gli affari fuorilegge delle cosche.

Le indagini I clan D’Alessandro e Cesarano starebbero cogliendo le opportunità offerte dal nuovo boom del settore turistico, che superata l’emergenza pandemica sta facendo registrare numeri da capogiro su tutto il territorio. A trainare questo settore è Pompei, dove da decenni è attivo il clan Cesarano, e la penisola sorrentina, dove le inchieste hanno svelato le ramificazioni del clan D’Alessandro. Ma l’overbooking della costiera ha avuto i suoi effetti positivi anche su Castellammare di Stabia con hotel e strutture extralberghiere piene già dallo scorso maggio. Qui c’è il core business delle due organizzazioni criminali che investono soldi in particolare per il noleggio di barche che vengono utilizzate dai turisti per le escursioni nel golfo di Napoli. I clan metterebbero imbarcazioni a disposizione dei prestanome che poi garantiscono una percentuale sugli incassi. Un modo per riciclare soldi sporchi e inserirsi in un settore che sta riuscendo a garantire grossi guadagni.

L’affare parcheggi Affare su cui la camorra non ha mai mollato la presa è quello dei parcheggi, su tutto il territorio stabiese e della penisola sorrentina, che assicura un gettito continuo – almeno durante il periodo estivo – alle organizzazioni criminali. Senza dimenticare i ristoranti tra l’area stabiese o dei Lattari gestiti direttamente o indirettamente da persone collegate ai clan D’Alessandro e Cesarano. O gli stessi bar realizzati nei luoghi più frequentati dalla movida. Vere e proprie avatrici che garantiscono un modo per mettere al sicuro i soldi guadagnati in modo illecito ed evitare i sequestri, che quando si verificano riescono ad assestare colpi pesanti alle casse della camorra.

Il riciclaggio Sulle nuove attività di riciclaggio dei clan però stanno lavorando le forze dell’ordine per provare a smantellare affari che inquinano l’economia reale e finiscono per danneggiare la stragrande maggioranza di imprenditori sani che investono in questo settore e spesso sono costretti a subire anche richieste estorsive dalla camorra. Che dopo la scarcerazione di alcuni boss è tornata a pressare in modo incessante le attività produttive imponendo il pizzo.

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