Tiziano Valle

Castellammare. Chef morto in un incidente, 19enne a processo. La moglie della vittima: «Giustizia per i miei figli»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Chef morto in un incidente, 19enne a processo. La moglie della vittima: «Giustizia per i miei figli»

Domani sarà trascorso un anno dalla morte di Mario Zingone, lo chef di Castellammare di Stabia vittima di un incidente stradale a Sant’Egidio del Monte Albino. Ma nella villetta di famiglia, alla periferia di Angri, dove la moglie Arianna Celoro vive assieme ai suoi quattro figli e ai suoceri, il tempo sembra essersi fermato. Tutto parla di Mario e su un’agenda è segnata la data, 25 gennaio 2023, in cui comincerà il processo per omicidio stradale al diciannovenne di Pompei accusato di aver provocato l’incidente che ha strappato alla vita lo chef di soli 36 anni.«“Chiamata Arianna”, queste sono state le sue ultime parole», ricorda la moglie con una smorfia di dolore. «L’amore è stato il suo ultimo sospiro, ne sono certa», continua Arianna, faticando a credere che sia già passato un anno. «La sensazione di dolore e nausea è talmente frequente e insopportabile, che mi sembra successo qualche momento fa – spiega la donna – Avevamo sogni nel cassetto per noi e per la nostra famiglia, avevamo tutto e non me ne rendevo conto, avevamo tante cose da fare ed ora l’unica cosa che posso fare è ricordare». Arianna è una mamma e un’insegnante, ma non ha smesso nemmeno per un istante di sentirsi una moglie, nonostante la tragedia: «Quest’anno ho dovuto combattere con me stessa.

All’inizio pensavo che scappare dalla realtà fosse la scelta migliore, cercando distrazioni, ma mi sono resa conto che scappare dalle mie emozioni non lo avrebbe riportato da me – dice, dando sfogo alle sue emozioni – Non potevo lasciarmi andare, ho lavorato e sto lavorando per guardarmi allo specchio senza vedere una persona che soffre e che, nonostante tutto, non vuole far mancare nulla ai suoi figli. Abbiamo faticato tanto per passare le feste, i compleanni, la Pasqua, il Natale e pensandoci mi viene in mente il capodanno passato, il primo senza Mario. Eravamo tutti nel giardino per vedere i fuochi d’artificio e mentre alzavamo gli occhi al cielo per vederli, qualche lacrima è caduta sulle guance di tutti noi. Siamo rimasti in silenzio, ci siamo guardati e ci siamo capiti, lo pensavamo». Nella loro casa tutto è rimasto com’era quando lo chef girava per le stanze e dispensava sorrisi alla moglie e ai suoi figli: «Ci ho messo tempo per passare davanti alle foto, senza scoppiare in lacrime, adesso tutti le vediamo nascondendo il macigno al cuore, convivendoci – spiega Arianna – Ho realizzato che il dolore non si supera, ma bisogna solo conviverci.

Mio marito è stato privato delle cose che amava e della vita, ed è questo quello che mi crea più dispiacere. I nostri figli non si meritavano una perdita del genere. Avrebbero dovuto avere la possibilità di viverlo appieno e lui di vivere loro. Per me restano però bambini fortunati, fortunati perché, anche se per troppo poco, hanno avuto Mario come padre, come guida, e so che continuerà ad esserlo perché loro lo rendevano orgoglioso». La ferita aperta dall’incidente che ha strappato alla vita lo chef, a soli 36 anni, è aperta e non si sanerà mai: «Ogni essere umano ha un destino già scritto? Non lo so, ma se fosse così, mi fa rabbia che qualcun altro abbia deciso il nostro – dice Arianna Celoro -Alla persona che ha causato tutto questo auguro di diventare abbastanza umano per cogliere il dolore che ha provocato e che durerà per sempre, ed io mi batterò sempre per avere giustizia». L’ultimo pensiero, però, è per l’uomo che ha amato con tutta sé stessa: «Mi manca la sua voce – dice Arianna – Ma un giorno, non so quando, lo incontrerò di nuovo, lo guarderò negli occhi e gli dirò “mi sei mancato”».

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