Giù il sipario per la crisi, chiude il Politeama di Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Giù il sipario per la crisi, chiude il Politeama di Torre Annunziata

Le poltrone vuote, il sipario calato. Nella città che ha dato i natali a Dino De Laurentiis, il mesto addio allo storico cinema: il Politeama come il Moderno e come il Metropolitan. Si spegna l’ultima fiammella della cultura nella città della camorra. Un altro pezzo di storia di Torre Annunziata che viene cancellato per sempre. L’annuncio arriva direttamente dai gestori della struttura che si trova sul corso cittadino e rappresenta una nuova mazzata per una città che lentamente vede spegnere le proprie eccellenze, i simboli di storia, quei pochi che erano rimasti ancora in piedi. Il Teatro e cinema aveva smesso di programmare spettacoli cinematografici ormai da febbraio, e fino ad oggi era rimasto aperto e riusciva a ricoprire i costi solo grazie agli spettacoli teatrali. Poi la decisione di staccare la spina. E a farlo, con tanta amarezza, è stato il proprietario della struttura Salvatore Casotti che ne era diventato erede dopo la morte di sua madre nel 201. Salvatore aveva provato, prima ancora della pandemia, a mantenerlo aperto ma sempre meno persone frequentavano la struttura e così la decisione di lasciare la saracinesca abbassata. «Nell’ultimo mese abbiamo staccato pochi posti e andare avanti era diventato impossibile, la gente non va più al cinema – dice il proprietario – e così abbiamo chiuso anche l’ultima sala cinematografica». Il teatro nasce nel 1908 quando la famiglia dei pupari di Nicola Corelli decide di creare un nuovo spazio perché il piccolo teatro di via della Fortuna dove si esibiva iniziava ad andargli stretto.Corelli cominciò anche a fare tour per tutta l’Italia ma conservando sempre il sogno di aprire un grande teatro nella sua città e così fece. Lui fu il fondatore per poi lasciare l’eredità in mano alla famiglia Casotti. Nel 201 fu anche oggetto di ristrutturazione, tre sale completamente rinnovate ma che non sono servite ad attirare maggiori spettatori. Ora il sipario resta temporaneamente aperto solo per gli spettacoli teatrali ma anche questi lentamente sembrano scomparire. Le compagnie teatrali preferisco sempre di più esibirsi in teatri fuori città e questo contribuisce a cancellare lentamente un pezzo di storia. L’ennesimo. Ad aggravare le situazione anche l’assenza di un sostegno da parte del Comune e della stessa Regione Campania, eppure i fondi ci sono ma per ora il Teatro non ha ricevuto. «E’ un pezzo di storia importante – commentano i cittadini – è l’unico palcoscenico che abbiamo a Torre Annunziata e che riesce a vedere in scena spettacoli dei nostri concittadini, ma purtroppo nessuno è mai stato vicino al titolare. Invece di allestire palcoscenici in città si poteva pensare di utilizzare il teatro, anche le scuole di danza, le palestre, le scuole potevano aiutarlo e invece nessuno si è impegnato». E ora si attende che il sipario venga chiuso, mentre partono gli appelli per cercare di salvarlo, ma per ora ancora nessuno ha deciso di affiancare l’imprenditore e tentare una impresa nemmeno troppo difficile. Insomma, ora la parola passa ai cittadini e le istituzioni affinché affianchino Salvatore e la sua famiglia che ha fatto la storia del teatro in città.

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