Andrea Ripa

Incendi e rifiuti nella provincia avvelenata, l’estate da inferno all’ombra del Vesuvio

Andrea Ripa,  

Incendi e rifiuti nella provincia avvelenata, l’estate da inferno all’ombra del Vesuvio
foto di repertorio

L’abbandono dei rifiuti in aumento e gli incendi, da gennaio a oggi sono raddoppiati. La Terra deiFuochi non smette di bruciare, anzi i numeri degli ultimi mesi testimoniano un’attività in costante crescita. Come sono in crescita i controlli e le sanzioni effettuati. Nei giorni in cui si registrano ondate di caldo record e si torna a rincorrere gli incendi, tra l’hinterland vesuviano e il territorio Nolano la preoccupazione per i roghi tossici torna a salire. Due giorni fa gli incendi di Somma Vesuviana, ieri le richieste di aiuto arrivate per i roghi scoppiati tra Poggiomarino e Scafati e poi le tante discariche tornate a crescere nelle periferie all’ombra del Vesuvio. Episodi che messi in fila delineano il quadro di grande precarietà ambientale che vive l’intero territorio sotto la cupola della Terra dei Fuochi. Il report di giugno illustrato dall’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella Regione Campania certifica la costante tendenza rispetto agli anni difficili degli incendi, ma allo stesso tempo certifica una crescita dei roghi negli ultimi sei mesi nel territorio della Terra dei Fuochi. Dai 64 roghi di rifiuti registrati a gennaio e finiti sotto la lente di ingrandimento dell’Esercito e della protezione civile si è passati ai 140 eventi incendiari accertati in tutto il mese di giugno. Di questi, 116 si sono verificati in provincia di Napoli tra l’area nord e il Vesuviano e 24 in quella di Caserta. Nel giugno del 2021 erano 158 i roghi, nel 2020 erano 171. Nonostante il lieve calo rispetto agli anni scorsi, preoccupa la crescita degli ultimi mesi, una crescita che coincide con i mesi di allerta massima. Ma non c’è solo l’emergenza incendi a spaventare chi effettua costantemente i controlli nei territori finiti sulla lista nera della Terra dei fuochi che coinvolge numerose realtà del Vesuviano e del Nolano, a preoccupare sono soprattutto le discariche dei rifiuti. Cumuli che spesso fanno da innesco ai roghi tossici che avvelenano le campagne e le nostre vite, un aumento certificato dagli stessi funzionari della prefettura impegnati nella lotta agli incendi su tutto il territorio. «Anche nel mese appena trascorso si registra una relazione inversa – rispetto agli scorsi anni – fra il diminuire dei roghi e l’aumentare degli abbandoni: ciò perché l’azione di contrasto ai roghi da parte dell’apparato delle forze di polizia e del contingente militare “Terra dei fuochi” può essere efficace nella fase repressiva, ma non può rimuoverne le cause, che risiedono appunto in sversamenti e abbandoni sui quali può incidere soltanto un decisivo e complessivo miglioramento del ciclo dei rifiuti. Il seguente grafico riporta roghi e abbandoni, e il trend vi appare chiaro», si legge nel documento dell’ufficio della Terra dei Fuochi. C’è un dato confortante, sottolineato nel report dei controlli che ha chiuso il mese di giugno, riguarda le sanzioni amministrative elevate nei confronti di chi abbandona rifiuti o appicca incendi. Oltre un milione e mezzo di euro di sanzioni sono state comminate nei confronti di chi avvelena il territorio, più di dieci volte rispetto al lavoro svolto tra il 2020 e il 2021. Il dato di quest’anno è di 1,6 milioni di euro di sanzioni applicate. Un anno fa erano appena 125mila, nel 2020 erano 139mila euro di sanzioni. Numeri che testimoniano quanto più stringenti siano diventati i controlli, soprattutto in un periodo in cui la tutela dell’ambiente è diventato il tema generale per il futuro. Un futuro spesso minacciato da roghi tossici e discariche che stanno distruggendo la provincia.

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