Digitalizzazione della PA dopo il PNRR, ora la sfida è la gestione
ROMA – Si è chiusa la fase più imponente degli investimenti legati alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione previsti dal PNRR, ma ora si apre una sfida ancora più complessa: quella della gestione, della manutenzione e dello sviluppo delle infrastrutture realizzate. È questo il messaggio emerso dal convegno “La digitalizzazione della PA dopo il PNRR”, promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e tenutosi nella capitale.
Un appuntamento di rilievo nazionale che ha visto tra i protagonisti anche il torrese Gennaro Annunziata, coordinatore del C3i – Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione , già presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Napoli fino allo scorso novembre. Un ruolo di primo piano che conferma la presenza e il peso dei professionisti dell’area vesuviana nei processi strategici del Paese.
I numeri della digitalizzazione
La Missione 1 Componente 1 del PNRR ha mobilitato oltre 6 miliardi di euro, con ulteriori 600 milioni dal Fondo Complementare. Numeri imponenti che hanno consentito passi avanti significativi: il 90% dei Comuni ha aderito ai bandi per la migrazione al cloud, il 68% ha completato il processo e l’80% dichiara di non aver subito attacchi informatici dal 2023.
Tuttavia, restano criticità: solo il 23% degli enti ha completato la dismissione dei server fisici e appena il 29% ha abbandonato definitivamente il cartaceo. Ancora limitata, inoltre, la condivisione del fascicolo digitale tra amministrazioni.
La sfida della “fase due”
Ad aprire i lavori è stato il presidente del CNI Angelo Domenico Perrini, che ha ricordato come le risorse del PNRR rappresentino un debito da restituire: “Questo ci obbliga a fare in modo che quanto realizzato funzioni davvero nel tempo”.

Sulla stessa linea Carla Cappiello, vicepresidente vicario del CNI, che ha sottolineato come “molti sono partiti, ma non tutti sono arrivati”. La vera sfida, infatti, è adesso rendere produttivi gli investimenti, garantendo continuità e qualità dei servizi.
Anche il presidente ANCI Gaetano Manfredi ha evidenziato il valore dell’operazione: “Un Comune più digitale è un Comune più accessibile e capace di offrire servizi migliori ai cittadini”.
Il contributo di Annunziata

Significativo l’intervento di Annunziata, che ha indicato tre direttrici fondamentali per il futuro: sostenibilità, competenza e governance: “Dobbiamo capire come affrontare questa nuova fase – ha spiegato –. Serve garantire la sostenibilità di quanto costruito, valorizzare le competenze, soprattutto quelle degli ingegneri dell’informazione, e definire una governance solida. Le infrastrutture digitali vanno progettate come opere complesse e affidate a professionisti qualificati e iscritti all’Albo”.
Competenze e futuro

Nel corso del convegno è emersa con forza anche la necessità di rafforzare le competenze interne alla PA. Il direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale Mario Nobile ha sottolineato l’importanza dell’aggregazione per colmare il gap, mentre Paolo Vicchiarello, Capo Dipartimento Funzione Pubblica, ha evidenziato la necessità di rendere la Pubblica Amministrazione più attrattiva per tecnici e ingegneri.

A chiudere i lavori è stato il vicepresidente del CNI Elio Masciovecchio, che ha posto l’accento anche sul tema etico: “L’innovazione deve essere accompagnata da competenze, ma anche da etica e deontologia, garantite dal ruolo degli Ordini professionali”.
Un’opportunità per il territorio
Il percorso avviato con il PNRR rappresenta dunque un’occasione storica, ma non ancora conclusa. La sfida è appena cominciata. E, come emerso dal confronto romano, si giocherà tutta sulla capacità di trasformare gli investimenti in risultati concreti e duraturi per cittadini e imprese.

