Alberto Dortucci

Crisi politica a Torre del Greco, corsa per cacciare Gaglione & company

Alberto Dortucci,  
Dopo il (mancato) golpe in consiglio comunale, gli alleati spingono per l’addio. Dalla delega ai lavori pubblici alle politiche sociali con la Rsa di famiglia: l’assessore rischia di perdere tutto

Crisi politica a Torre del Greco, corsa per cacciare Gaglione & company

Torre del Greco. Lo strappo è arrivato in concomitanza con l’inizio dell’ultimo anno di mandato di Giovanni Palomba. E rischia di costare «caro» all’assessore Felice Gaglione, già atteso al varco da diversi alleati della maggioranza di palazzo Baronale. Il (mancato) golpe in consiglio comunale della coppia formata da Iolanda Mennella e Carmine Gentile – successivamente rientrato in aula per «salvare» la carovana del buongoverno rimasta senza i numeri per portare avanti la seduta – potrebbe, infatti, portare all’ennesimo terremoto politico all’ombra del Vesuvio. Con un brusco benservito al delegato ai lavori pubblici – un settore «rimpinguato» con 7,5 milioni proprio durante l’ultima seduta dell’assise – e con il rimpasto finale per la giunta dalle «porte girevoli».

L’addio al veleno

L’ultimo «contatto» tra il primo cittadino e l’infermiere da 20 anni in politica è avvenuto nella tromba delle scale del municipio, dopo l’imprevisto voltafaccia in consiglio comunale: «Adesso è finita», il grido con cui Giovanni Palomba ha accompagnato la fuga di Felice Gaglione. Pronto a fare spallucce davanti alla minaccia del primo cittadino e a tirare dritto verso la porta. Al termine della seduta del consiglio comunale, lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio avrebbe già voluto sbattere l’alleato-traditore fuori dall’esecutivo. Ma l’intervento di qualche «colomba» della maggioranza ha convinto il primo cittadino a rinviare ogni discorso a inizio settimana, dopo un week end di riflessione al fresco della montagna dell’Abruzzo.

La riunione decisiva

Il destino di Felice Gaglione (e della sua fedelissima Iolanda Mennella) sarà deciso durante la riunione di maggioranza già convocata per lunedì. I rumors proveniente da palazzo Baronale raccontano di un forte pressing per accompagnare all’uscita l’assessore ai lavori pubblici: il «passo falso» dell’ex presidente del consiglio comunale era, infatti, l’assist atteso da diversi esponenti della carovana del buongoverno per spingere il primo cittadino a liberarsi di una «mina vagante» in passato accostata al Pd e recentemente all’ex sindaco Ciro Borriello. D’altronde, il ritiro delle deleghe a Felice Gaglione libererebbe «spazi politici» in due settori chiave del Comune: i lavori pubblici e le politiche sociali, intrecciate a doppio filo alla Rsa della famiglia di Felice Gaglione. Un legame – a prescindere dalle dispute legali al Tar Campania – sgradito a buona parte della maggioranza, ora pronta a presentare il conto all’assessore dai frequenti mal di pancia.

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