Tiziano Valle

Castellammare, nullatenenti a capo di negozi e società. Indagine della Finanza sui prestanome del clan

Tiziano Valle,  

Castellammare, nullatenenti a capo di negozi e società. Indagine della Finanza sui prestanome del clan

Castellammare. C’è un’inchiesta della guardia di finanza che fa tremare gli uomini del clan D’Alessandro e i suoi prestanome, perché accende i fari per la prima volta in maniera decisa sull’impero economico della cosca di Scanzano. Tutto parte da una domanda: come fa una persona che non ha mai lavorato e magari non ha mai ottenuto nemmeno un finanziamento ad aprire un’attività commerciale, a risultare il titolare di un’impresa o a possedere più appartamenti? Partendo da qui l’Antimafia sta provando a risalire al flusso dei soldi, scavando anche nei redditi di camorristi e prestanome, con il serio sospetto che in realtà quel denaro non sia altro che una parte del guadagno accumulato negli anni con estorsioni, traffici di droga e armi. Poi riciclato in attività pulite.L’attività in corso della guardia di finanza viene fuori tra le righe dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Napoli, Leda Rossetti, su richiesta della Dda. Tre le persone arrestate (Nunzio Girace, cognato di Michele D’Alessandro, figlio del boss Luigi; Ettore Spagnuolo e Marco De Rosa), altre sei quelle indagate a piede libero. Ma soprattutto sono state disposte una raffica di perquisizioni nelle abitazioni e nelle attività commerciali gestite dai prestanome.L’Antimafia è a caccia di riscontri. Secondo la tesi degli investigatori, ad esempio, il bar Amo’ che si trova in villa comunale, prima di passare a una nipote del ras Ettore Spagnuolo era nella disponibilità di Liberato Paturzo (non indagato in questo procedimento), considerato un costruttore al servizio del clan D’Alessandro. Mentre lo stesso Ettore Spagnuolo, o comunque suoi familiari, sarebbero riusciti a ottenere in affitto dalla chiesa alcuni locali di piazza Giovanni XXIII con contratti pluriennali. Tra questi anche quello dov’è ubicata l’agenzia Goldbet, finita nel mirino.Non è tutto. Scavando nelle carte della pescheria “I Profumi del Mare” – aperta tra il 2019 e il 2020, in piazza Spartaco- formalmente intestata a un giovane incensurato, le fiamme gialle hanno accertato che tra i dipendenti dell’attività risultavano i figli di Michele D’Alessandro e Giovanna Girace, indagati a piede libero per questa vicenda. Riscontri talmente evidenti che secondo il giudice per le indagini preliminari si fatica anche a inquadrare l’accusa di intestazioni fittizia o trasferimento fraudolento per sfuggire alle leggi in materia patrimoniale.La domanda a cui rispondere è un’altra: dove sono stati presi i soldi per aprire queste attività commerciali (e molte altre su cui ora si sono accesi fari)? Le indagini sono in corso.

CRONACA