Alta tensione nel M5S, avvertimento Grillo: «Solo due mandati»

metropolisweb,  
Il leader si sfoga ed altri parlamentari potrebbero salutare: «Di Maio? Cartelletta. Una legge contro i cambi di casacca»

Alta tensione nel M5S, avvertimento Grillo: «Solo due mandati»

Ribadisce che a suo avviso bisogna approvare una legge che consenta al massimo due mandati in Parlamento. Torna ad attaccare il suo ex fidato capo politico Luigi Di Maio definito «cartelletta » e dà la sensazione di sapere che l’exploit clamoroso del 2018 quando il Movimento Cinque Stelle fece incetta di voti è praticamente una utopia. Dà segnali di nervosismo insomma Beppe Grillo, che attraverso il suo blog rompe il silenzio degli ultimi giorni e spara bordate a destra e a manca dopo l’addio al governo Draghi e lo scioglimento anticipato delle Camere.

I due mandati

«Possiamo essere morti tra 15 giorni, non lo so – dichiara Grillo – Ma so che questi nostri due mandati sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un nuovo modo, come un servizio civile. Sia io che Casaleggio quando abbiamo fatto queste regole non l’abbiamo fatto per “l’esperienza”, per andare avanti, ma perché ci vuole una interpretazione della politica in un nuovo modo». E pensare che tanti nel cuore dei 5S, specie i parlamentari uscenti, mirano ancora a una candidatura per garantirsi una bella polotrna a Roma. «Noi siamo questi e la legge dei due mandati deve diventare una legge di Stato. L’Italia si merita una legge sui due mandati e sui cambi di casacca» attacca ancora Grillo. «L’Italia si merita una legge elettorale proporzionale con lo sbarramento, si merita una legge sulla sfiducia costruttiva, si merita tante cose e noi non siamo riusciti a farle: mi sento colpevole anche io. Ma abbiamo fatto qualcosa di straordinario: sono tutti contro di noi – prosegue Grillo nel messaggio mandato al Movimento Ho guardato il Parlamento mentre Draghi parlava e non era Draghi che mi sconcertava ma la visione di quel parlamento lì. Una visione vecchia, di gente che è lì da 30 o 40 anni e in cui cominciavamo ad essere dentro anche noi, noi che siamo pure il gruppo più giovane. Questo Parlamento qui non se lo merita nessuno, figuriamoci Draghi. Non se lo merita neanche l’ultimo degli italiani».

L’attacco a Di Maio

Il cofondatore del M5s attacca pure il ministro degli esteri Luigi Di Maio: «Ci vuole una nuova interpretazione della politica e vi dico la verità: tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni nel nostro Movimento, queste sparizioni sono provocate da questa legge (dei due mandati, ndr) che è innaturale, che è contro l’animo umano. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una “cartelletta”. Gigino “a cartelletta” ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato. Ed ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero». E ancora: «L’Italia si merita tante cose e noi non siamo riuscite a farle: mi sento colpevole anche io – è il mea culpa di Grillo – Ma abbiamo fatto qualcosa di straordinario: sono tutti contro di noi. Siamo degli appestati. E quando tutti sono contro di noi significa una sola cosa: vuol dire che abbiamo ragione. Non fatevene un problema. Noi siamo antibiotico e se perdiamo questo perdiamo il baricentro in cui collocarci».

Conte contro Letta

L’ex presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, ora presidente dei 5S, risponde a Enrico Letta, leader del Pd che aveva accusato i grillini di aver voltato le spalle al Paese: «È vero, Enrico. L’Italia è stata tradita quando in Aula il Premier e il centrodestra, anziché cogliere l’occasione per approfondire l’agenda sociale presentata dal M5s, l’hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte. “L’agenda Draghi” da voi invocata ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente – scrive in un post Conte – Non è più tempo di formule e giochi di palazzo».

IL DIKTAT Beppe Grillo, attraverso il suo blog, torna a rilanciare la proposta di approvare una legge contro i “cambi di casacca” dei parlamentari.

Il caso

CRONACA