Castellammare, auto data alle fiamme: guerra per lo spaccio a Moscarella

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Castellammare, auto data alle fiamme: guerra per lo spaccio a Moscarella

Castellammare. Venerdì sera, ore 21,30. Due uomini in sella a uno scooter si avvicinano a una Opel grigia parcheggiata nei pressi delle palazzine di Moscarella. Un rione popoloso e spesso al centro di episodi legati alla criminalità organizzata. Si muovono con attenzione e circospezione. Controllano che non vi siano testimoni e, soprattutto, che non vi siano telecamere. Versano del liquido sul tettuccio della macchina. Quindi lanciano un fiammifero. In poco tempo la vettura viene avvolta dalle fiamme. Il fumo, l’odore acre delle fiamme scuotono il torpore di una caldissima serata di fine luglio. Alcuni residenti escono e vedono la scena. Subito allertano i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. La camionetta dei Pompei, in pochi minuti, arriva dalla caserma di via Virgilio. Impiegherà alcuni minuti a domare le fiamme ed evitare che queste possano propagarsi ad altre auto parcheggiate vicino o, peggio, ai balconi che affacciano sulla strada. Arrivano anche i poliziotti del commissariato agli ordini del primo dirigente Amalia Sorrentino. Partono le indagini, si cerca da comprendere sin da subito chi e perché abbia voluto lanciare quel messaggio. Sullo sfondo diverse ipotesi. Dalla pista privata alla guerra per lo spaccio in un rione dove la situazione sembra essere poco tranquilla da mesi. L’uscita di diversi ras dal carcere, la riorganizzazione delle piazze di spaccio sul territorio sembra essere lo scenario su cui si inserisce l’ennesimo episodio di intimidazione. Sempre a Moscarella, nel 2021, vennero date alle fiamme le auto dell’hacker di Moscarella Carmine Guerriero. In questo caso, però, questa pista viene scartata subito. Viene ascoltato il proprietario della vettura. E partono i primi accertamenti. Anzitutto verificare il percorso dello scooter che ha portato gli autori del raid fino a Moscarella. Un difficile lavoro di incrocio di immagini di telecamere pubbliche e private che si trovano nei pressi della zona oggetto dell’attentato. Capire da dove siano arrivati gli uomini che hanno bruciato l’Opel grigia è essenziale per capire anche da dove sia arrivato l’ordine. Un tentativo di “consigliare” a qualcuno di starsene al posto suo. Un’azione mirata che punta a riorganizzare la piazza di spaccio  di Moscarella da sempre una delle più attive. Anche perché, per la sua peculiare conformazione logistica, consente di tenere sotto controllo alle sentinelle del clan sia la via d’accesso che quella d’uscita. Un controllo, del territorio che però non ha impedito agli autori del raid di fuggire via indisturbati.

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