Castellammare. Gazebo di bar e ristoranti, permessi nelle piazze nonostante i divieti

Tiziano Valle,  

Castellammare. Gazebo di bar e ristoranti, permessi nelle piazze nonostante i divieti

Gazebo dei locali abusivi e autorizzazioni rilasciate anche laddove non sarebbe possibile installare una pedana all’esterno delle attività. Una questione che torna d’attualità dopo i controlli disposti dai commissari prefettizi e le sanzioni elevate a molti titolari di ristoranti, bar e altre attività simili prima dell’inizio dell’estate. Ma che dal Comune stanno cercando di gestire senza fare troppo rumore, perché la falla tra regolamenti ignorati da parte degli uffici e controlli prossimi allo zero sarebbe veramente grossa. La questione ruota attorno a una delibera approvata il 16 novembre 2017 dalla giunta dell’allora sindaco Antonio Pannullo, che ottenne il via libera appena 10 giorni dopo in consiglio comunale, finalizzata a dare regole certe per l’occupazione di suolo pubblico e in particolare per l’installazione dei gazebo. Quel regolamento poneva dei paletti rispetto al posizionamento dei dehors. In particolare, si legge nella delibera «l’installazione è vietata per motivi di viabilità e rispetto delle caratteristiche storico-culturali, dei siti di maggiore interesse presso le seguenti piazze: piazza Spartaco, piazza Matteotti (per il solo tratto che va da via Rispoli al corso Vittorio Emanuele), piazza Giovanni XXIII, piazza Principe Umberto e piazza Cristoforo Colombo». Una decisione presa di comune accordo con la Soprintendenza Archeologica di Napoli, che concesse l’autorizzazione per le installazione dei dehors solo il 23 marzo 2018, ovvero quando al timone del Comune c’era il commissario prefettizio nominato dopo la sfiducia all’ex sindaco Antonio Pannullo. Il problema è che da quel momento in poi quel regolamento sembra essere finito in soffitta e i gazebo sono stati installati un po’ ovunque, senza tener conto dei divieti. L’ipotesi più plausibile è che possano essere stati rilasciati dei permessi in spregio delle norme, perché altrimenti sarebbe difficile capire come ad esempio siano passati inosservati gazebo installati a pochi passi dal Comune, in piazza Giovanni XXIII, o nella centralissima piazza Spartaco, ad esempio. Un tema – quello del rilascio delle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico – che sembra essere sfuggito anche alla commissione d’accesso che per sei mesi ha spulciato negli atti prodotti dalla precedente amministrazione comunale, determinando poi lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche. La giunta di centrodestra guidata dall’ex sindaco Gaetano Cimmino quantomeno è stata distratta sull’argomento e non è intervenuta per ripristinare la legalità. La questione è ora sul tavolo dei commissari prefettizi che presto potrebbero decidere di modificare il regolamento comunale per l’installazione dei dehors, così come palesato in alcuni incontri con le associazioni di categoria. Anche perché nel frattempo le indagini dell’Antimafia si stanno concentrando sulle attività commerciali gestite da prestanome dei camorristi, che potrebbero aver beneficiato delle falle nel sistema delle autorizzazioni.

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