Alberto Dortucci

Torre del Greco, il cinema all’aperto del Forum dei Giovani era «abusivo»: stop alla rassegna

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il cinema all’aperto del Forum dei Giovani era «abusivo»: stop alla rassegna

Torre del Greco. Le prime proiezioni effettuate nell’arena di villa Macrina avevano registrato un discreto successo di pubblico, complice l’irresistibile richiamo di «Ricomincio da tre» di Massimo Troisi e l’originale storia d’amore raccontata da «Indivisibili».

Ma la favola del cinema all’aperto promosso dal Forum dei Giovani rischia di durare solo due sere – in cartellone c’erano altri tre appuntamenti: La leggenda del pianista sull’oceano, Shutter Island e L’isola dei cani – perché gli spettacoli andati in scena fino a oggi all’interno della struttura liberty di via Nazionale erano praticamente «abusivi».

Così il Comune è stato costretto a ordinare la sospensione della rassegna, fino a nuovo ordine. Alla base dell’ennesima figuraccia per la carovana del buongoverno guidata dal sindaco Giovanni Palomba e per i baby politici di palazzo Baronale, i tempi «compassati» della macchina comunale: il progetto CineForum – caldeggiato dal delegato alle politiche giovanili Antonio D’Ambrosio – era stato approvato dalla giunta e finanziato con quattromila euro, necessari per le attrezzature, il noleggio delle pellicole e il pagamento della Siae.

Incassato l’ok dell’esecutivo cittadino, le aspiranti nuove leve della politica all’ombra del Vesuvio si sono lanciate nell’organizzazione degli eventi, senza aspettare l’autorizzazione alla spesa del settore finanziario. Autorizzazione, al momento, negata dal dirigente al bilancio Massimiliano Palumbo con conseguente e inevitabile stop alla rassegna. «La procedura non è stata completata in modo corretto», la doccia gelata arrivata sul Forum dei Giovani.

Costretto a cancellare i restanti tre appuntamenti in calendario e ora con la grana del pagamento delle due proiezioni già effettuate senza sostanziale autorizzazione e senza copertura finanziaria. «Siamo davvero dispiaciuti – il laconico commento affidato a una nota diffusa attraverso i social – perché lavoravamo a questo progetto da diversi mesi».

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