Alberto Dortucci

Faida di camorra a Ercolano: niente sconti al sicario-pentito del clan Iacomino-Birra

Alberto Dortucci,  

Faida di camorra a Ercolano: niente sconti al sicario-pentito del clan Iacomino-Birra
L'ex killer Agostino Scarrone

Ercolano. Faida di camorra all’ombra del Vesuvio: niente sconti per Agostino Scarrone, il sanguinario killer – successivamente passato a collaborare con la giustizia – al soldo del clan Iacomino-Birra. A due anni dall’ultima mazzata giudiziaria, i giudici della suprema corte di cassazione hanno definitivamente blindato le condanne inflitte al sicario della Cuparella tra il 2014 e il 2020, finito alla sbarra per gli omicidi portati a termine tra il mese di febbraio e il mese di maggio del 2007.

Il piano difensivo

Il ricorso presentato dalla difesa di Agostino Scarrone agli ermellini di Roma puntava a ribaltare l’ordinanza firmata a settembre del 2021 dalla corte d’assise d’appello di Napoli e a ottenere il vincolo della continuazione dei reati per la mattanza andata in scena lungo le strade della città degli Scavi. Chiaro l’obiettivo: ottenere un ulteriore sconto della pena per il killer-pentito.

L’ultimo verdetto

Diametralmente opposte, invece, le conclusioni del collegio presieduto dal giudice Renato Giuseppe Bricchetti. Secondo gli ermellini, infatti, i reati oggetto della richiesta di continuazione – l’omicidio di Antonio Papale commesso il 10 febbraio del 2007 e il tentato omicidio di Ciro Nocerino e Aniello Estilio organizzato il successivo 3 maggio 2007 – per quanto inquadrati nell’ambito della faida di camorra esplosa all’ombra del Vesuvio negli anni 2006 e 2007 tra il clan Iacomino-Birra e il clan Ascione-Papale «erano stati commessi da Agostino Scarrone a una distanza temporale, circa tre mesi, decisamente consistente». Secondo i giudici della prima sezione penale della corte di cassazione «si doveva escludere che tutti gli episodi fossero stati ideati dal gennaio precedente, quando era stato commesso il primo omicidio, poiché gli obiettivi da colpire erano stati individuati di volta in volta quando si concretizzava la necessità di eliminare i rivali senza una precisa preordinazione». In pratica, la «semplice» affiliazione di Agostino Scarrone al clan Iacomino-Birra non può identificare l’unicità di disegno criminoso scaturito nella serie di omicidi messi a segno all’ombra del Vesuvio. Di qui, la decisione degli ermellini di respingere il ricorso presentato dagli avvocati del killer-pentito e di condannare altresì Agostino Scarrone al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.

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