Castellammare. Spaccio nel rione Moscarella in mano ai minorenni, denunciato un 16enne

Tiziano Valle,  

Castellammare. Spaccio nel rione Moscarella in mano ai minorenni, denunciato un 16enne

Lo spaccio di droga nel rione Moscarella è affidato ai minorenni. Ragazzi di quindici, sedici anni che già si occupano di custodire, confezionare e spacciare la droga, incassando i soldi e tenendo la contabilità per i boss del quartiere. Un sospetto atroce per gli investigatori, suffragato anche dai riscontri sul campo che stanno spingendo sempre più gli inquirenti a concentrarsi sull’attività dei baby-pusher, che rischiano di essere risucchiati dalla spirale della criminalità organizzata, che li recluta promettendogli guadagni facili e poi li avvia a una vita fatta di galera e sofferenze. L’ultimo blitz messo a segno martedì sera dalla guardia di finanza di Castellammare di Stabia sembra confermare questo quadro inquietante. A finire nei guai è stato un sedicenne, V.E., che è stato trovato in possesso di una cinquantina di grammi di marijuana, una ventina di dosi già pronte per essere spacciate oltre a tutto il necessario per il confezionamento tra bilancini di precisione e bustine di cellophane. Soprattutto il minorenne è stato trovato in possesso di quasi 1.300 euro in contanti, soldi che secondo gli investigatori avrebbe incassato spacciando la droga nel quartiere. Il sedicenne, difeso dall’avvocato Mariano Morelli, è stato denunciato a piede libero dal pm Francesco Regine della Procura della Repubblica dei Minori di Napoli. Ma non è la prima volta che le fiamme gialle, agli ordini del comandante Nicola Caliandro, si occupano del ragazzo che recentemente è stato denunciato perché trovato in possesso di una cazzottiera e anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Soprattutto, a maggio scorso, quando ancora non aveva compiuto sedici anni, sempre i finanzieri nel corso di una perquisizione scoprirono che era in possesso di un panetto di hashish e di una decina di grammi di marijuana. Tanto basta per ipotizzare che il minorenne sia già inserito nel business del traffico di stupefacenti e che risponde a soggetti legati alla malavita locale. Un dolore enorme per la sua famiglia, perché entrambi i genitori sono lavoratori e non hanno mai avuto a che fare con la giustizia. Una vicenda che racconta ancora una volta qual è il disagio che si vive in alcuni quartieri di Castellammare di Stabia e soprattutto di come la criminalità organizzata provi ad arruolare i giovani, garantendogli soldi facili. Una vera e propria emergenza secondo le forze dell’ordine che già da mesi stanno cercando di ricostruire il business alimentato dai baby-pusher che diventano sempre più determinanti all’interno dei clan, soprattutto quando si registrano arresti. Proprio nel quartiere Moscarella, nell’ultimo anno e mezzo, sono stati messe a segno numerose operazioni di polizia che hanno consentito di spedire in cella, boss e gregari. Ma evidentemente non è bastato per mettere fine al traffico di sostanze stupefacenti che oggi viene portato avanti dai giovanissimi.

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