Renzi a Ercolano: «La cultura crea pil e posti di lavoro»

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Renzi a Ercolano: «La cultura crea pil e posti di lavoro»

Ercolano. “Il nostro patrimonio artistico deve essere sia tutelato che promosso, lo prevede l’articolo 9 della Costituzione. Con la cultura si creano posti di lavoro, non rimettere a posto gli scavi significa cancellare la nostra cultura e identità. Tutelare il patrimonio culturare è una priorità identitaria, lo diciamo sfidando gli altri partiti: Giulio Tremonti, candidato dalla Meloni come uomo di punta, aveva portato da ministro il paese quasi in bancarotta ed è chiaro visto che diceva ‘con la cultura non si mangia’. Come si fa a dire una cosa del genere in terre come queste che creano pil dalla cultura. Noi siamo quelli che dicono che con la cultura si creano posti di lavoro”. Lo ha detto Matteo Renzi nel suo “Discorso sulla cultura”, a Ercolano.

“L’11 settembre – ha aggiunto – è un episodio talmente iscritto nella nostra memoria che ognuno di noi si ricorda dov’era e cosa faceva. Ero appena diventato padre e tornando a casa quella sera sentivo il bisogno di abbracciare mio figlio di 4 mesi. Quella è una vicenda che oggi ci riporta in Afghanistan: le donne sono costrette a rimettersi il burqa, i diritti fanno passi indietro e oggi vi voglio parlare di tutto questo, del tema sicurezza legato alla cultura, proprio in campagna elettorale. Perché l’estremismo torna a farsi sentire in modo prepotente. Esportare democrazia è purtroppo un disegno fallito ma resta un valore da tutelare e difendere a cominciare dal nostro Paese e dall’Europa. Ci sono le forze dell’ordine che fanno un lavoro straordinario ma le sentinelle della sicurezza sono i maestri di scuola, e la bellezza e la cultura, sono i simboli che significano identità di un popolo. Il terrorismo vuole costringere a vivere nella paura e azzera lo spettacolo, la musica, il teatro, lo stare insieme. Il nostro modo di far politica è quello che porta un sindaco che mette soldi per borse di studio ai ragazzi, un governo che mette risorse sui 18enni, che scommette sul futuro. Educare alla bellezza può portare a dare il segno di benvenuto a chi arriva da fuori, insegna l’inclusione e promuove il senso di comunità”.

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