Alberto Dortucci

Torre del Greco, due «cavalli di ritorno» per Palomba: la maggioranza s’allarga

Alberto Dortucci,  
In arrivo un nuovo valzer di poltrona in giunta e poi la sfiducia al presidente del consiglio comunale

Torre del Greco, due «cavalli di ritorno» per Palomba: la maggioranza s’allarga
Il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. Il «segnale» era arrivato già durante l’ultima seduta del consiglio comunale, al momento dello strappo tra il sindaco Giovanni Palomba e il capo dell’assise Gaetano Frulio. Perché i primi a lasciare l’emiciclo, dietro esplicito invito del capo della carovana del buongoverno, non erano stati gli sparuti rappresentanti della maggioranza seduti in aula bensì due esponenti dell’opposizione: il «camaleonte» Ciro Piccirillo e Simone Mariano Gramegna: un’uscita di scena – necessaria a fare cadere il numero legale e a fermare sul nascere la discussione sul concorso per i precari del welfare – destinata a diventare il preludio dell’ennesimo ribaltone in municipio, con il «ritorno all’ovile» dei due ex dissidenti e la nomina di due nuovi assessori nella giunta dalla porte girevoli di palazzo Baronale.

La campagna d’autunno

Dopo il mancato golpe di inizio 2022 – mozione di sfiducia sventata grazie al «salvagente» lanciato da Romina Stilo e Carmela Iacomino, le rappresentanti di Forza Italia poi passate in maggioranza – il sindaco ha iniziato l’ultimo anno di mandato alla guida della quarta città della Campania con un solo obiettivo politico: rafforzare i «numeri» in consiglio comunale per non incorrere in colpi di mano alla vigilia delle elezioni del 2023. Non a caso, già a cavallo tra luglio e agosto, erano stati riallacciati i contatti con la «minoranza moderata» del consiglio comunale. Ovvero, gli ex dissidenti mai entrati – a differenza del soldato Luigi Caldarola e del casilliano Vittorio Guarino – realmente in «rotta di collisione» con l’amministrazione comunale.

Il jolly rimpasto

Davanti all’ipotesi del ritorno in maggioranza, Salvatore Gargiulo – il dipendente dell’Eav alla prima esperienza a palazzo Baronale – avrebbe ribadito il «no, grazie» già pronunciato in varie occasioni in passato, mentre il politico-poliziotto non avrebbe nascosto la disponibilità al «dialogo» con il sindaco. D’altronde, il primo cittadino – in vista del rush finale – può contare su un importante jolly: una poltrona «vuota» all’interno dell’esecutivo cittadino.

L’ultimo rimpasto

L’ennesimo valzer di giunta potrebbe, tuttavia, essere allargato a due assessorati: a traballare, al momento, sono le posizioni di Gennaro Polichetti – il tecnico di area Pd arrivato a gennaio del 2021 per gestire la delega all’urbanistica – e l’assessore ai lavori pubblici Felice Gaglione, già «promesso candidato» del sempreverde Luigi Mennella, in predicato di realizzare il sogno inseguito per vent’anni di correre per la fascia tricolore. I due slot – uno per genere – dovrebbero essere occupati da due professionisti, preferibilmente con competenze giuridiche. E il «nome caldo» di Ciro Piccirillo & co. sarebbe proprio un avvocato penalista.

La sfiducia di ritorno

Un’eventuale maggioranza a 18 voti potrebbe consentire allo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio di «liberare» la poltrona da capo dell’assise occupata da Gaetano Frulio, passato a fine 2021 all’opposizione. Dopo la sfiducia pubblica in occasione dell’ultima seduta dell’assise, il sindaco punta a presentare in tempi brevi la mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale. Così da avere, durante lo sprint di fine mandato, un altro incarico (da 3.700 euro lordi al mese) da assegnare agli alleati.

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