Formisano, Forza Italia: “Il nostro partito è stato rifondato”

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Formisano, Forza Italia: “Il nostro partito è stato rifondato”

Teresa Formisano, candidata al Parlamento con Forza Italia e col centrodestra. Che impressione sta ricavando da questi giorni di campagna elettorale?

«Sul piano personale, sto leggendo tanta benevolenza sui volti delle persone che sto incontrando. Non solo per il percorso che mi ha portato alla candidatura alla Camera ma in particolare per l’importanza di avere un parlamentare del territorio che possa portare le istanze e le esigenze di comunità delle province di Salerno e Avellino al Governo nazionale. Per non parlare della mia Città, Scafati, dove non abbiamo un rappresentante al Parlamento da circa vent’anni. Sarebbe una bella svolta per tutti ed è una cosa che cominciano a capire in tanti: la possibilità di accorciare le distanze tra la politica romana e i territori locali. Sul piano politico, il rinnovamento messo in campo dal coordinatore regionale Fulvio Martusciello all’interno di Forza Italia in Campania, ha ricreato quell’atmosfera di entusiasmo che tanto caratterizzava il ’94. Si sente dalla voglia di fare e dalla partecipazione dei tanti militanti di partito che ci supportano in questa campagna elettorale».

I sondaggi danno il centrodestra in netto vantaggio: come spiega questo radicamento nell’elettorato?

«Dal 2011 ad oggi ha governato la sinistra, senza essere eletta. Se il malcontento non fosse così diffuso di certo le percentuali non sarebbero così distanziate. La gente è stanca, veniamo da anni difficili, il popolo chiede il ripristino della democrazia e del voto da tempo, vuole cambiare».

Nel suo partito molti leader sono andati via: da Carfagna a Pentangelo. Come giudica questi addii?

«Li rispetto ma assolutamente non li condivido. Non potrei, vista la mia personale storia: sono in Forza Italia da sempre, mai ho pensato di cambiare casacca neanche quando erano palesi le difficoltà degli azzurri. La qualità, le idee, il valore degli uomini e delle donne si percepiscono proprio in questi momenti. Chi ha girato le spalle altrove ha costruito attraverso FI e Silvio Berlusconi la propria carriera politica, molti però dopo essere andati via sono scomparsi dalla vita politica».

Si sente aria di rinnovamento in Fi: lei stessa è entrata a far parte degli organismi direttivi sovracomunali. Con quali obiettivi?

«Voglio essere parte integrante di questo rinnovamento, partecipare attivamente al nuovo corso di Forza Italia. D’altra parte credo di essere espressione di questa rigenerazione che punta a dare più spazio a giovani, a donne e all’esperienza sul campo. Non a caso molti candidati, come la sottoscritta, sono amministratori locali che tutti i giorni vivono le problematiche di intere città».

Il caro gas e l’aumento clamoroso delle bollette rischiano di mandare sul lastrico famiglie: quali sono le misure a cui state pensando?

«Il caro bolletta è diventato uno dei problemi primari che il nuovo Governo dovrà affrontare. Un vero dramma per tante famiglie che non sanno più se pagare la bolletta o fare la spesa, e per le aziende, spesso costrette a chiudere o a licenziare. Sarà importante creare spazi economici per rispondere alle famiglie e alle imprese. Mi viene in mente, a tal proposito, l’idea di Forza Italia di creare un fondo ultra-agevolato e garantito dallo Stato, destinato alle imprese distributrici di energia, a patto di evitare gli aumenti in bolletta o la proposta di rateizzazione delle bollette per PMI come è stato fatto per le famiglie. Parallelamente c’è la prospettiva futura sulla quale si dovrà ragionare cercando di essere quanto più autonomi è possibile, facendo scelte coraggiose. Noi siamo per l’Ambiente ma non si può essere ambientalisti di facciata, cosa che non ci ha consentito di prendere decisioni importanti anche in passato e che probabilmente ci avrebbero consentito più autonomia rispetto alla Russia e ai potentati economici che dominano inflazione e caro-vita. Per fare un esempio pratico, riportando la questione a livello locale per un certo ambientalismo di facciata non andò in porto il Progetto Grande Sarno e le vasche di esondazione che ci avrebbero consentito, invece, il risanamento del nostro Fiume. La società deve necessariamente evolversi e seguire i tempi per migliorare».

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