A Scampia il clan costringe mamma e figlio a ‘consegnare’ la casa

Redazione,  

A Scampia il clan costringe mamma e figlio a ‘consegnare’ la casa

Costretti a cedere la casa per un grammo di cocaina non pagato: sembra una puntata di Gomorra, ma è la vera e drammatica storia di Anna e Luigi (nomi di fantasia), madre e figlio, che un clan di Scampia ha cacciato senza pietà dalla loro legittima abitazione, nel luglio 2021. I carabinieri di Napoli, al termine di indagini coordinate dalla DDA, sono riusciti a identificare e a notificare le accuse ai due aguzzini: si tratta di Leopoldo Marino e Carmine Pandolfi, il primo raggiunto dal provvedimento nel carcere di Poggiorale, dov’è detenuto. L’altro è stato arrestato e rinchiuso a Secondigliano. Luigi è uno dei tanti che ha perso per l’ennesima volta il suo lavoro precario. L’ultimo a causa della pandemia. Per tirare a campare comincia a spacciare per la camorra. Riesce a guadagnare bene, anche 700-800 al giorno, lavorando per il clan della Vanella Grassi.

Ma viene arrestato, prima finisce in carcere, poi va ai domiciliari. A casa, mentre aiuta la madre nelle faccende domestiche, cade e si frattura entrambi i calcagni. Finisce su una sedia a rotelle e, da questo momento, per lui le cose precipitano veramente. A casa si presentano Marino e Pandolfi. Pretendono il pagamento di un debito, 60 euro, per un grammo di cocaina acquistato nel 2020 e mai pagato. I due aguzzini non si fanno intenerire dalla sua sedia a rotelle: deve pagare 2.500 euro oppure prendere le sue cose e andare via, con la madre, da quell’abitazione dove ha vissuto legittimamente per 27 anni.

Ma Luigi non ha quella cifra e inizia il calvario. Il primo approccio è del 10 luglio 2021: i due, dopo avere fatto le loro richieste, tra cui la restituzione in poche ore dei 2.500 euro, gli rivolgono minacce di morte: “consegna le chiavi altrimenti ti ‘atterriamo’ (seppelliamo, ndr)”. Il giorno dopo gli aguzzini tornano alle 23,30. Si rendono conto che anche questa volta non avranno i soldi. Allora picchiano Luigi con calci, pugni e ginocchiate, fino a farlo sanguinare. Anna dorme, ha problemi di udito, ma le urla del figlio le sente. Interviene e riesce a farli uscire da casa sua. L’ultimo raid è del 12 luglio. Marino e Pandolfi si presentano alle 16, per il terzo giorno consecutivo: concedono a madre e figlio solo pochi minuti per raccogliere le loro cose. Poi li mettono alla porta in malo modo e con un ultimatum da brividi: “Non ti avvicinare più a Scampia”. Dai controlli dei carabinieri è anche emerso che i due indagati, direttamente o tramite loro familiari, hanno goduto pure del reddito di cittadinanza.

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