Alberto Dortucci

Torre del Greco, il M5S «apre» alle alleanze in vista del voto: «Ma mai con Borriello e Palomba»

Alberto Dortucci,  
Dopo il boom alle politiche, i grillini puntano al Comune: «Non ripeteremo gli errori del passato, sì al dialogo con le forze progressiste»

Torre del Greco, il M5S «apre» alle alleanze in vista del voto: «Ma mai con Borriello e Palomba»
Luigi Gallo, ex deputato M5S

Torre del Greco. Si gode lo strepitoso successo ottenuto alle ultime politiche, ma guarda già alle comunali del 2023. Sognando di portare il M5S a guidare la quarta città della Campania. Stavolta, non per forza in solitaria. «è presto per qualsiasi valutazione politica – la premessa di Luigi Gallo, due legislature da deputato con i pentastellati alle spalle e un futuro da «supervisore» dei grillini di Torre del Greco – ma sicuramente il quadro è diverso rispetto al 2018: all’epoca il M5S si presentava da solo in tutta Italia, oggi può aprire alla costruzione di una coalizione basata su un’agenda sociale e un’agenda ambientale chiara e definita»

Il boom e gli errori

La base di partenza di qualsiasi «trattativa» saranno le 12.500 preferenze portate a casa lo scorso 25 settembre. Non i 22.285 voti del 2018, ma un «gruzzoletto» del 42,35% – in pratica, il triplo del Pd e quattro volte la percentuale di Fratelli d’Italia – significativo dell’indice di gradimento dei grillini all’ombra del Vesuvio: «Fino a qualche mese fa eravamo al 10% in tutti i sondaggi – ricorda Luigi Gallo – Sia per una serie di vicissitudini sia per un logoramento interno sfociato con la scissione con il gruppo di Luigi Di Maio: proprio la forte impronta identitaria mostrata dopo l’addio dell’ex ministro degli esteri e la guida di Giuseppe Conte ci hanno portato a un risultato inimmaginabile in tutto il Paese. Ma il dato significativo di Napoli e provincia non si può non sottolineare: abbiamo toccato percentuali vicine al 50% a Ercolano e Torre del Greco, superiori al 55% a Torre Annunziata. Un consenso straordinario per il nuovo corso, ma anche per il lavoro portato avanti nell’ultimo quinquennio». Numeri da record, ma inferiori al 2018. Quando il 57% registrato alle politiche di marzo si «perse» alle successive comunali di giugno, anche a causa della (scellerata) scelta di puntare tutto sullo «sconosciuto» Luigi Sanguigno: «Cinque anni fa, con la nostra proposta, siamo arrivati a 300 voti dal ballottaggio in un’elezione a tutt’oggi sotto i riflettori della magistratura per lo scandalo del voto di scambio – ricorda Luigi Gallo -. Oggi il quadro è diverso».

Il progetto e i nomi

Quindi, sì al dialogo. Ma non con tutti. «Il tema sarà portare un progetto politico diverso rispetto a quelli di Ciro Borriello e Giovanni Palomba – avverte il «portavoce» del M5S -. Noi siamo una forza progressista: abbiamo proposte vicine ai deboli, ai lavoratori, ai giovani. La nostra eventuale coalizione si dovrà basare su una chiara agenda sociale e agenda ambientale». Insomma, un assist al Pd. «è un’ipotesi prematura – frena Luigi Gallo – Il Pd si trova in pieno congresso e pieno dibattito interno, vedremo cosa verrà fuori». Fresco il ricordo della linea dura di Enrico Letta con il M5S per bruciare le tappe. «Al momento, siamo concentrati nell’elaborare un’agenda per la città», taglia corto l’ex deputato. Partendo da una certezza: «Non sarò candidato a sindaco, ma a disposizione del gruppo locale». E da un’idea «rosa» legata a Santa Borriello: «Un sindaco donna? Perchè no, basta sia capace di coinvolgere interamente la città e rendere tutti partecipi del progetto».

(c)riproduzione riservata

CRONACA