Morto Ventrone,’marine’ che rivoluzionò la preparazione nel calcio

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Morto Ventrone,’marine’ che rivoluzionò la preparazione nel calcio

Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa, all’età di 62 anni, di Gian Piero Ventrone, causata da un attacco fulminante di leucemia. Il preparatore atletico del Tottenham è deceduto a Napoli, la città dove era nato nel 1960, in un letto dell’ospedale Fatebenefratelli. Ventrone era stato ricoverato la sera del 4 ottobre nel reparto di rianimazione. In passato Ventrone si era legato alla Juventus con Marcello Lippi in panchina. Soprannominato il ‘marine’, per la durezza delle sedure d’allenamento alle quali sottoponeva i giocatori a disposizione, lavorò nel club bianconero in due periodi diversi: dal 1994 al 1999 e dal 2001 al 2004. Dopo avere chiuso l’esperienza di Torino, Ventrone collaborò con Lippi nella preparazione dei Mondiali 2006, vinti dall’Italia. Si trasferì quindi in Corsica, come viceallenatore dell’Ajaccio, nella stagione 2013/14, chiamato da Fabrizio Ravanelli; l’anno dopo fu preparatore del Catania, prima di volare in Cina e seguire la strada aperta proprio da Lippi anni prima. Ventrone si legò al Jiangsu Suning e successivamente al Guangzhou Evergrande, con Fabio Cannavaro allenatore. Dal novembre dell’anno scorso, Antonio Conte lo aveva chiamato a Londra per curare la preparazione del Tottenham. I calciatori lo temevano, i suoi metodi d’allenamento richiamano il passato fra i ‘lagunari’, corpi d’élite del Battaglione San Marco. Passò alla storia per avere introdotti nuovi attrezzi d’allenamento e per avere piazzato nel mezzo della palestra una campana, spiegandone i motivi: “Io la chiamo la campana della vergogna. Il concetto dev’essere chiaro a tutti: in questo sport non esiste un limite”. I calciatori, che si allenavano sulle note dei Queen o dei Nirvana, ma soprattutto con lo sfondo della colonna sonora di Full Metal Jacket, potevano suonare la campana prima di fermarsi, ratificando la propria resa davanti ai compagni. “Se un calciatore gli resiste è speciale”, disse di lui Zidane. Di recente, sui social, è divenuto virale un video in cui Harry Kane vomita dopo una sessione di allenamento: un evento causato dallo stress atletico al quale era stato sottoposto. “In Cina abbiamo trascorso tanto tempo assieme, soprattutto durante il periodo del Covid – lo ricorda così il prof. Enrico Castellacci, capo dello staff sanitario della Nazionale azzurra campione del mondo 2006 -. Lo conoscevo molto bene e lo apprezzavo molto, per la sua meticolosità e la grande professionalità. Portava con sé valori militari, come un innato senso dell’onore e della disciplina. Del resto, militare lo era stato veramente. A tavola si scherzava e lui ci faceva sentire sempre l’inno dei berretti verdi. Era all’avanguardia, studiava sempre: gli chiedevo ‘cosa fai?’, magari avevamo la mattinata libera, e lui ‘devo studiare’. Però, alla fine, dava gli input giusti. I calciatori lo sentivano, con quel piglio particolare da marine. Antonio Conte ha sempre visto in lui la figura del grande preparatore. Gian Piero ci mancherà realmente. Mi sembra talmente strano che non ci sia più, con quel suo sorriso”. La camera ardente, fa sapere la famiglia su Instagram, è stata allestita nel Fatebenefratelli di Napoli, fino a sabato, e resterà aperta dalle ore 8,30 alle 18,30. I funerali si svolgeranno nella chiesa di San Luigi Gonzaga, a Napoli, alle ore 15 di domenica.

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