Castellammare. Il caro-bollette colpisce gli alberghi, rischio chiusure per l’inverno

Michele De Feo,  

Castellammare. Il caro-bollette colpisce gli alberghi, rischio chiusure per l’inverno

Caro bollette e aumenti di materie prime rischiano di mandare al tappeto anche il settore alberghiero di Castellammare. Quella del turismo è stata la branca dell’economia che più ha patito la crisi scatenata dai due anni di pandemia e il 2022 doveva essere quello della ripartenza. «L’estate è andata bene perché quest’anno Castellammare è stata una delle mete preferite dai turisti italiani e stranieri per trascorrere le proprie vacanze – racconta Francesco Donnarumma, responsabile territoriale per Federalberghi – Il caro bollette, purtroppo, ci ha invitato a fare le nostre riflessioni come settore. Se aumentano i costi di gestione, noi, visti gli stipendi fermi, non possiamo aumentare il prezzo del pernottamento. La vacanza è un lusso a cui in tempi di crisi il cittadino può fare a meno. Incrementare il prezzo dei pernottamenti potrebbe significare finire fuori mercato e di conseguenza, per alcune strutture, fallire. C’è da dire che il caro bollette ha polverizzato i nostri introiti proveniente al boom di turisti registrato questa estate, un guadagno che sarebbe servito a saldare le perdite degli anni precedenti. In queste settimane ci raduneremo e decideremo se chiudere le strutture durante l’inverno o rimanere aperti solamente quando ne vale la pena, ossia quando un buon numero di ingressi può garantirci almeno il pareggio delle spese. C’è da precisare che nulla è deciso, aspettiamo i provvedimenti del governo per risolvere questo disastro». Il mal tempo di agosto e le giornate di sole di settembre ed ottobre hanno portato ad una riflessione anche nel settore dei lidi balneari: «Occorre destagionalizzare il settore – racconta Francesco Del Giudice, rappresentante dei balneari stabiesi – Dobbiamo adattarci ai cambiamenti climatici allungando la stagione. Siamo fortunati perché viviamo in una terra baciata dal sole 10 mesi l’anno. Occorre aggiornare il settore considerando che abbiamo, come città, decine di migliaia di metri quadrati inutilizzati per sei mesi l’anno. Per farlo bisogna che tutti gli stabilimenti balneari stabiesi crescano. Ancora oggi, visto il bel tempo, ci sono numerosi ingressi, c’è il più coraggioso che si fa il bagno ma anche chi ha il piacere di godersi la delicatezza del sole autunnale. Sono tutti input che noi imprenditori dobbiamo cogliere. Per crescere abbiamo bisogno delle risposte dalla politica. L‘amministrazione di Castellammare non ci ha mai aiutato, inoltre la riforma delle concessioni balneari di cui tanto si parla non ci da certezze per il futuro».

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