Caro-bollette: a Castellammare boom di ristoranti chiusi a pranzo, la titolare di un mini-market: «Sono disperata»

Michele De Feo,  

Caro-bollette: a Castellammare boom di ristoranti chiusi a pranzo, la titolare di un mini-market: «Sono disperata»

Ristoranti che lavorano mezza giornata, panifici che alle dieci staccano i forni, titolari di mini-market che non riescono più a fare fronte ai rincari delle bollette e hanno visto praticamente azzerati i loro margini di guadagno. Il nuovo aumento dei costi dell’energia fa sanguinare l’economia stabiese: commercianti, ristoratori, albergatori, piccoli imprenditori e le famiglie sono sull’orlo del baratro. Una situazione che non fa dormire la notte, l’incubo che nella cassetta della posta arrivi l’ennesima bolletta esorbitante tormenta i cittadini di Castellammare. Ad essere soffocati sono gli imprenditori e le famiglie al collasso. Molti gli imprenditori che rischiano di abbassare per sempre la saracinesca e licenziare i propri operai, che non avranno più la sicurezza di portare a casa uno stipendio. Una problematica nata dopo i due anni terrificanti della pandemia. Il 2022 è stata la grande illusione, doveva essere l’anno della rinascita per l’economia a Castellammare, a dirlo erano i numeri delle presenze turistiche in città. Lentamente si è fatto vivo l’incubo del caro bollette: ad agosto con i costi praticamente raddoppiati, poi a settembre triplicati ed infine ottobre dove si è toccati il picco di aumento del 400 per cento. Una lenta agonia che se non verrà arrestata porterà alla chiusura di molte attività. Gli imprenditori sono spaccati: c’è chi ha già ricevuto la bolletta quadruplicata, chi invece aspetta con ansia quella cifra enorme sulla fattura senza sapere come pagarla. Un disperazione che si percepisce nell’aria. Molti panifici dopo le 10 staccano la corrente e interrompono la produzione del pane, molti ristoranti e pizzerie hanno scelto di chiudere all’orario di pranzo per risparmiare: «Anche un ora in meno di corrente e gas per noi è un enorme risparmio». «Una situazione paradossale, questi costi sono insostenibili e alla lunga indurranno chiunque alla chiusura – racconta Vincenzo Di Maio, titolare del ristorante Francesco e co. – L’anno scorso pagavo circa 900 euro al mese di bolletta, ora 3.700.  Ad aumentare non sono state solo le bollette, che per quello che mi riguarda sono aumentate del 400 per cento, ma tutto ciò che riguarda la ristorazione, a partire dalle materie prime: pasta, bevande, pesce, mozzarella. Perfino il vino è aumentato per via delle confezioni in vetro. Noi ristoratori dovremmo triplicare i prezzi, ma è impossibile perché finiremo fuori mercato. Una situazione che mi lascia un sentimento di incertezza per il futuro». «Per ora abbiamo deciso di chiudere a pranzo – dice Vittorio Botta, titolare della pizzeria Pazza Marea- L’anno scorso eravamo sui 1.100 euro tra luce e gas, ora siamo arrivati a 2.500 euro. Siamo alle strette, è impossibile in queste condizioni fare impresa». «Diecimila euro di bolletta di luce. Sono sconvolta e disperata – denuncia Serafina Calabrese, titolare del minimarket “Europa Market – Se aumentiamo i prezzi qui nessuno verrà più a comprare, anche perché le bollette arrivano anche a casa e con gli stipendi fermi è inevitabile la crisi dei consumi. Siamo disperati, il governo deve intervenire subito, altrimenti saremo costretti tutti a chiudere».

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