Dialetto torrese da 110 e lode: una tesi alla riscoperta della tradizione
CRONACA
8 novembre 2023

Dialetto torrese da 110 e lode: una tesi alla riscoperta della tradizione

Antonio Di Martino

Una tesi da 110 e lode in Linguistica Moderna, quella della torrese Maddalena Colletto intitolata “La lingua di Torre Annunziata” e incentrata sul dialetto cittadino. La giovane oplontina, dopo mesi di ricerche e studio, ha concluso il suo percorso universitario raccogliendo i frutti del suo duro lavoro che, oltre a rappresentare una soddisfazione per la ragazza stessa, rappresenta un vanto per l’intera comunità ripercorrendone le origini lessicali. «È stato un percorso complicato, specialmente nella ricerca delle fonti in quanto non esistono dei veri e propri materiali riguardo la nostra lingua o le nostre tradizioni – racconta Maddalena – In questo viaggio nella storia di Torre Annunziata ho avuto modo di scoprire tante cose interessanti, anche grazie all’aiuto di molti cittadini e al gruppo US. È stato anche un modo per riscoprire io stessa la storia della mia città». Un percorso che ha visto la giovane imbattersi in diverse curiosità, dalla provenienza di alcuni vocaboli particolari del dialetto torrese fino allo strano legame che unisce Torre Annunziata ad una piccola cittadina della Lorena, in Francia. «Lì parlano un dialetto molto simile al torrese, ed è incredibile come in un’altra nazione si parli una lingua così simile alla nostra – spiega emozionata la ragazza – Tra i termini più inusuali che ho ritrovato c’è “schizzabbiento”, parola che risulta essere l’unione del verbo schizzà, inteso come saltare, e di “viènto”, vento. Così come è stato insolito notare le tante differenze tra il napoletano e il torrese». Un’idea bizzarra in apparenza, nata quasi per caso, ma che in poco tempo ha convinto tutti. «Tutto è partito da un confronto con alcuni amici napoletani, tra risa e sfottò. Un’idea che ha poi trovato parere favorevole di tanti e che ha analizzato tanti aspetti della lingua torrese – le parole di Maddalena – Anche la nascita di diversi fenomeni del web, in molti casi, è dovuta al dialetto come nel caso della signora Antonietta, che spopolò con il video dell’intervista in seguito all’incendio della sua abitazione. Questo lavoro mi ha fatto capire quanto sono fortunata ad essere torrese. Abbiamo una città bellissima che ha affascinato anche i romani che si insediarono qui, con tradizioni davvero uniche che spero vengano tramandate di generazione in generazione». Maddalena da qualche anno non vive più a Torre Annunziata, andando via dalla sua città natale e dai suoi affetti per cercare lavoro, ma il suo legame con la sua terra non si è mai spezzato. «Purtroppo, ho dovuto fare la valigia e partire, perché ciò che il territorio offriva mi stava troppo stretto. Ho sempre lavorato e mi sono sempre accontentata, ma ad un certo punto ho fatto una scelta importante, anche se a malincuore. Amo la mia città ma purtroppo ha anche dei lati oscuri con cui dobbiamo lottare ogni giorno. Le giornate sembrano iniziare ancora tinte di nero, il lavoro è quasi assente, e quel poco che esiste è assolutamente fonte di sfruttamento – racconta la ragazza con molta amarezza – Sono partita, ma il mio cuore è sempre lì. Appena posso torno a casa, le radici sono radici ovunque si vada. Spero che arrivi veramente un cambio generazionale, anche nelle istituzioni, abbiamo bisogno di sani cambiamenti».