Pd e sindacati  scendono in piazza contro il Ddl sicurezza: «Deriva autoritaria»
CRONACA
24 settembre 2024

Pd e sindacati scendono in piazza contro il Ddl sicurezza: «Deriva autoritaria»

metropolisweb

Mercoledì 25 settembre, l’Arci, insieme a tante e tanti, sarà davanti al Senato per protestare contro il decreto Sicurezza, “un disegno di legge vergognoso già approvato a maggioranza dalla Camera. Con l’approvazione del decreto Sicurezza, fortemente voluto dal governo e da tutta la maggioranza che lo sostiene, entreremo ufficialmente nell’era della democrazia dove la gran parte delle azioni di protesta e contrasto a ciò che non va nel nostro Paese saranno vietate e punibili penalmente, con condanne totalmente sproporzionate. Al crescente disagio sociale, alla preoccupazione diffusa per il futuro del nostro pianeta, all’opposizione alle scelte sulle grandi opere inutili, il governo risponde con il manganello” le parole degli organizzatori. “Benvenute e benvenuti nella democrazia illiberale tanto cara agli ammiratori di Orban e dei suoi seguaci. Ci opporremo culturalmente e politicamente con tutti i mezzi a disposizione, in retecon i sindacati e le tante organizzazioni e movimenti che si stanno esprimendo in queste ore. Almeno fino a che ci permetteranno di farlo” si legge nella nota dell’Arci.  “Il Decreto Sicurezza, se approvato con lo stesso testo anche al Senato, rappresenterebbe un serio pericolo per le libertà individuali, riducendo drasticamente i diritti delle persone e minando i fondamenti della nostra democrazia. Per questo, manifestiamo il nostro fermo ‘no’ al provvedimento presentato dal Governo Meloni, che ha appena incassato il via libera della Camera” – dichiarano in un comunicato Giuseppe Annunziata, segretario metropolitano del PD Napoli, e Antonietta Garzia, responsabile iniziativa politica della segreteria metropolitana. “In risposta a questa minaccia al nostro Stato di diritto, invitiamo tutti i cittadini, le forze politiche e sociali a unirsi a noi in una mobilitazione senza precedenti. Abbiamo bisogno di tutti per contrastare questo attacco ai principi fondamentali della nostra società. Come evidenziato dall’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) e da numerosi attivisti, questa proposta legislativa richiama pratiche repressive e antidemocratiche tipiche di regimi autoritari. È un attentato allo Stato di diritto, una linea dura che va fermata” – sottolineano i Dem. Per garantire un’azione efficace e diffusa, il PD dell’Area Metropolitana di Napoli organizzerà incontri e momenti di confronto su tutto il territorio. Allo stesso tempo, “invitiamo i Sindaci e i consiglieri comunali ad adottare ordini del giorno e mozioni per esprimere chiaramente il nostro rifiuto al Decreto. La nostra voce deve essere forte e univoca contro questo attacco ai diritti fondamentali” – concludono gli esponenti Dem. Il dibattito e lo scontro, però, si allarga: “Nel silenzio dei media e del dibattito pubblico è stata approvata dalla Camera nei giorni scorsi la cosiddetta legge-sicurezza. Si aumentano le pene per reati già codificati e si disegnano nuove fattispecie di reato. È una ‘summa’ repressiva che criminalizza le lotte sociali, con particolare accanimento verso lavoratrici e lavoratori, ambientalisti, migranti, detenuti, madri detenute, chiunque protesti contro le scelte del governo. Si vuole condizionare la libertà di espressione e impedire il pacifico conflitto sociale che è un cardine della democrazia costituzionale. La legge è un tassello evidente di un disegno più generale teso a stravolgere lo stato di diritto. Non deve passare al Senato. Per questo l’Anpi nazionale sarà in piazza davanti al Senato mercoledì 25 settembre dalle 16.30”. Così la Segreteria nazionale Anpi in una nota.  Anche l’opposizione è pronta a scendere in campo. “Mi sarei accontentato da questo governo e da questi ministri di dichiararsi antifascisti, mi sarebbe bastato. Ma non ci sono ancora riusciti perché non hanno rotto quei legami con il passato, e perché la loro cultura è così intrisa di autoritarismo che appena hanno la possibilità quell’autoritarismo te lo riversano addosso”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs, aggiungendo che “occorre mobilitarsi contro questa vergogna”. “Non è un caso che il Parlamento in questi giorni – prosegue il leader di SI – è chiamato ad approvare un disegno di legge sicurezza al quale tutti e tutte devono guardare con indignazione e con un sacco di preoccupazione: quando stabilisci per legge che gli operai che manifestano perché vedono andare in fumo i propri posti di lavoro, o che gli studenti o gli ecoattivisti che manifestano per un mondo non travolto dalla crisi climatica, non sono più passibili di un illecito amministrativo ma vanno in galera allora la democrazia di questo Paese è a rischio. E quando metti a rischio la democrazia tutto torna – conclude Fratoianni – e si capisce perché fanno fatica a dire quella parola”. Le norme contestate. Il disegno di legge “Sicurezza” introduce poi alcune novità sul cosiddetto “Daspo urbano”, ossia il divieto di accedere a luoghi pubblici che può essere disposto dai sindaci o dalle autorità di pubblica sicurezza nei confronti di singoli cittadini. Il testo approvato alla Camera dà ai questori il potere di disporre il divieto di accesso nei confronti di persone denunciate o condannate, anche senza una sentenza definitiva, se queste persone sono accusate di aver commesso nei cinque anni precedenti alcuni tipi di reato (tra cui lesioni, ma non solo) all’interno di stazioni, aeroporti, porti o strutture di trasporto pubblico locale. Viene inoltre ampliata la possibilità di ricorrere al cosiddetto “arresto in flagranza differita” per chi è accusato di aver commesso il reato di lesioni personali (art. 583) nei confronti di un pubblico ufficiale durante le manifestazioni sportive o di un medico o infermiere in servizio. L’arresto in flagranza differita, come suggerisce il nome, consente di arrestare entro 48 ore le persone che sono accusate di aver commesso alcuni tipi di reato, ma che, sebbene colte sul fatto grazie a foto o video, non possono essere immediatamente arrestate per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica. Attualmente la legge punisce con una multa da mille euro a 4 mila euro chi impedisce la circolazione su una strada ordinaria (per intenderci, una comune strada asfaltata) usando il proprio corpo. Il disegno di legge “Sicurezza” propone che chi commette questa azione, su una strada e sui binari, possa essere punito con un mese di carcere e una multa di 300 euro. È prevista poi l’introduzione di un’aggravante: la pena della reclusione può andare da sei mesi a due anni se il blocco stradale è commesso insieme ad altre persone.