Torre Annunziata, maggioranza spaccata. L’indagine della Finanza ha aperto le crepe
CRONACA
5 maggio 2025

Torre Annunziata, maggioranza spaccata. L’indagine della Finanza ha aperto le crepe

All’interpartitico solo tre partiti, gli altri chiedono chiarezza. Il capostaff potrebbe dimettersi, il sindaco chiede di incontrare prefetto e pm
metropolisweb

A Torre Annunziata il tempo della tregua sembra finito. L’indagine della Guardia di Finanza sulla possibile permeabilità del Comune ha aperto le crepe in una maggioranza che in fondo, coesa non lo è mai stata.

La crisi politica non è ancora esplosa, ma l’atmosfera è tesa, carica di sospetti, distinguo, accuse implicite e nervi scoperti. Si resta formalmente uniti, ma ognuno si prepara a un possibile strappo.

Per ora, è un equilibrio instabile, fragile come il silenzio che precede la tempesta. Nel giorno in cui si sarebbe dovuto tenere un interpartitico di maggioranza, convocato nei giorni scorsi per discutere di temi amministrativi, il clima politico è cambiato radicalmente.

Le rivelazioni giornalistiche sulla relazione della Guardia di Finanza hanno riportato la città sull’orlo del sospetto. Il Comune, a detta degli investigatori, sarebbe ancora vulnerabile a condizionamenti esterni, e il rischio di una nuova commissione d’accesso (sarebbe la quarta dal 1993) all’improvviso è diventato concreto.

Tre i temi caldi: la festa patronale e l’itinerario della processione, la pressione di alcuni assessori raccontata dal capo dei vigili per rallentare gli sgomberi delle famiglie abusive nelle scuole occupate, infine i legami sentimentali del capostaff, Pier Paolo Telese, con la nipote di un esponente di spicco della criminalità organizzata locale.

Ci sono poi altre questioni attenzionabili dalla Corte dei Conti, ma a questo punto si tratta di tematiche secondarie rispetto a quelle che preoccupano gli investigatori.

Intanto, il sindaco Corrado Cuccurullo, che avrebbe già ricevuto segnali circa possibili dimissioni da parte del suo stretto collaboratore Pier Paolo Telese, ha chiesto un incontro urgente con il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, e con il procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. In attesa di leggere gli atti ha scelto la linea del silenzio.

Intanto, la politica si muove. All’interpartitico di maggioranza hanno risposto presente solo tre forze di maggioranza: Torre Libera, Azione e Area Socialista (4 consiglieri). Tutti gli altri – PD, Progressisti, +Europa e Popolari (nove consiglieri) – hanno disertato l’incontro, pur confermando (almeno a parole, per ora) il sostegno al primo cittadino.

I comunicati diffusi nelle ultime 24 ore, comunque, raccontano un clima teso. I quattro partiti che non hanno partecipato all’interpartitico avevano chiesto un rinvio per poter discutere prima delle notizie emerse sui media. Ma il rinvio non è stato concesso. E questo ha creato forti fibrillazioni fino a dare un quadro plastico delle crepe in maggioranza.

Al centro del confronto aspro c’è il rischio di una nuova commissione d’accesso ma ci sono anche temi di carattere politico. Giusto per fare un esempio, la presenza al tavolo dell’interpartitico del presidente del Consiglio comunale, Davide Alfieri. Le forze assenti all’interpartitico hanno ritenuto inopportuna la partecipazione attiva di una figura istituzionale “super partes” alle dinamiche e alle scelte politiche della coalizione. Socialisti, Torre Libera, Azione e PER hanno invece accusato gli assenti di essersi sottratti proprio nel momento più delicato, quello in cui si sarebbe dovuto affrontare la tempesta insieme.

Tra gli assenti al tavolo, il Partito Democratico ha scelto la linea più dura, contestando la convocazione e dichiarando inaccettabile il metodo imposto “dall’alto”. I Progressisti, +Europa e Popolari hanno scelto un profilo più diplomatico: invocano chiarezza, chiedono un clima più sereno. È il segnale che, almeno per ora, nessuno vuole prendersi la responsabilità di far saltare il banco. La crisi, per ora, è leggibile solo tra le righe ma la resa dei conti sembra ormai inevitabile. In attesa che la Prefettura decida se inviare o meno la commissione d’accesso a Torre Annunziata alla luce delle sedici pagine di indagine preparate dai militari della Guardia di Finanza.