Castellammare, venduta all’asta la struttura del Vesuvian Inn
CRONACA
7 luglio 2025

Castellammare, venduta all’asta la struttura del Vesuvian Inn

Michele De Feo

Si chiude e questa volta definitivamente la vicenda della vendita del Vesuvian Inn, la struttura alberghiera finita all’asta due anni fa. All’ultima udienza fissata il 26 di giugno al tribunale di Torre Annunziata, un privato è riuscito ad assicurarsi la struttura per la cifra di 2,7 milioni di euro su una base d’asta di 2,6 milioni. Un prezzo stracciato considerando che l’intero complesso, situato nel rione di Scanzano, veniva valutato sui 7 milioni di euro. Il Vesuvian Inn, quindi, salvo colpi di scena, verrà gestito ancora da un privato con la possibilità dell’acquisizione a bene pubblico, per cui il consiglio comunale di Castellammare aveva votato un atto di indirizzo per l’acquisto, che è svanita. L’anno scorso la struttura fu venduta ad una società romana per 2,6 milioni di euro. La trattavi sembrava conclusa ma un colpo di scena inatteso ha fatto ritornare il complesso immobiliare all’asta. La società infatti, al momento del pagamento, aveva fatto dietrofront facendo riazionare il procedimento di vendita all’asta. Dopo l’asta andata deserta a fine febbraio, un acquirente a giugno è riuscita ad acquistare infine la struttura. Quello del Vesuvian Inn è un complesso immobiliare polifunzionale, realizzato nel 1965, attualmente utilizzato ad attività di studio, laboratori di archeologica e turismo. La struttura ospita un hotel e una sala adibita all’organizzazione di cerimonie. In poche parole un vero e proprio motore culturale per l’intera città che in 10mila metri quadrati di superficie sintetizza le potenzialità di Castellammare: grande predisposizione alla ricettività e al turismo culturale. All’interno della struttura, inoltre, si tengono corsi di lingua e cultura italiana, uno di dieta mediterranea e uno di archeologia. Non a caso lo stabile è anche la sede italiana della Fondazione Restoring Ancient Stabiae (RAS), promotrice dei tre corsi. La onlus è stata costituita a Washington Dc nel 2002, su spinta dell’Università del Maryland, nell’ambito di un progetto di cooperazione in materia di beni culturali, nato sotto l’egida del Trattato Internazionale che, in materia, lega USA ed Italia. Sulla vendita nei mesi scorsi si era aperto un dibattito tra la politica stabiese con la sinistra- Democratici e Progressisti e Sinistra Italiana lanciò una petizione online che in poco tempo raccolse migliaia di firme- che chiese un intervento della regione per acquisire il bene, e i moderati e la destra che invece sperano in un investimento da parte di un privato per scongiurare il rischio che la struttura diventi “un nuovo carrozzone clientelare da usare in futuro a scopi politici per piazzare amici e conoscenti e crearsi il proprio pacchetto di voti”.  Il consiglio comunale di Castellammare la scorsa primavera votò un atto di indirizzo per l’acquisizione del bene. Una delibera che però non ha avuto seguito concretamente con la struttura che finita nelle mani di un privato che è riuscita ad aggiudicarsi la struttura per 2,6 milioni di euro. I motivi che avevano spinto la politica ad intervenire erano principalmente due. Il primo strategico visto che nei pressi del Vesuvian Inn sorgerà il nuovo ospedale. Il secondo strategico visto che l’intervento dello stato avrebbe potuto scongiurare eventuali azioni di speculazione in un rione, quello di Scanzano, a rischio criminalità organizzata.