Sarno, lungofiume Rio Foce: blitz dei vigili urbani
CRONACA
8 agosto 2025

Sarno, lungofiume Rio Foce: blitz dei vigili urbani

Mario Memoli

Sarno. Lungofiume Rio Foce, arrivano i vigili dopo la denuncia. Mentre le sponde del corso d’acqua continuano ad attirare numerosi cittadini e turisti da ogni parte della Campania, cresce l’allarme per l’assenza di controlli e autorizzazioni. Dopo settimane di segnalazioni  e l’interrogazione presentata dal consigliere comunale Ciro Palumbo, l’assessore Angela Sessa, insieme ad altri componenti della giunta comunale guidata dal sindaco Francesco Squillante e alla polizia municipale, hanno effettuato un sopralluogo sul Lungofiume per verificare direttamente la situazione. L’area interessata rappresenta un’importante risorsa naturalistica e ambientale per la città e per l’intero comprensorio.  Numerose sono state le irregolarità riscontrate: autovetture parcheggiate in divieto, presenza di parcheggiatori abusivi e venditori non autorizzati, mentre sulle sponde decine di persone sostano e si immergono nelle acque nonostante il divieto di balneazione. Immediate le multe, le denunce in Procura e i controlli da parte degli agenti della municipale. Palumbo aveva affrontato  la questione Rio Foce interrogando l’amministrazione comunale sull’utilizzo incontrollato del lungofiume e dell’area a ridosso del fiume adibita a parcheggio. Aveva denunciato chela zona a ridosso del Rio Foce era utilizzata, impropriamente come parcheggio, in evidente violazione della destinazione urbanistica. A ciò si era aggiunta la presenza incontrollata di numerose persone lungo il corso d’acqua, senza alcun tipo di sorveglianza e regolamentazione o intervento da parte dell’ amministrazione. Situazione che aveva posto questioni di sicurezza e decoro urbano.  Inoltre, aveva aggiunto Palumbo che il parcheggio veniva anche indicato con apposita segnaletica e transenna recanti la scritta comune di Sarno. La questione ora si sposta sul piano delle autorizzazioni:  occorre chiarire se l’area sia effettivamente in regola dal punto di vista ambientale e paesaggistico, coinvolgendo enti come il Parco, il Comune, il Consorzio di Bonifica e la Sovrintendenza. Il rischio è che una zona naturalistica venga trasformata in spiaggia abusiva, senza garanzie per la sicurezza e l’ambiente. Bisogna lavorare sul territorio educando il pubblico (cittadini) sull’importanza della biodiversità e delle pratiche ecologiche. Questo per far sì che oasi di verde che offrono rifugio a specie animali e vegetali autoctone come il Fiume Sarno non diventino aree degradate Bisogna lavorare sulla creazione di aree verdi sicure attraverso la partecipazione attiva della comunità. Non in modo incontrollato come sta succedendo in questi giorni presso il Rio Foce.