Calaiò senza limiti, in campo a 43 anni
SPORT
1 settembre 2025

Calaiò senza limiti, in campo a 43 anni

metropolisweb

Il calcio ha spesso storie di ritorni inattesi, ma quello di Emanuele Calaiò è qualcosa che va oltre la semplice nostalgia. A 43 anni, dopo aver chiuso la carriera professionistica nel 2019 e aver intrapreso ruoli dirigenziali, l’ex attaccante palermitano ha deciso di rimettersi gli scarpini per giocare in Terza Categoria con la Zeta Napoli, una squadra dilettantistica dal cuore social che in pochi mesi è diventata un fenomeno mediatico. La notizia ha subito catturato l’attenzione degli appassionati: non solo per il blasone del protagonista, ma anche perché questa volta l’Arciere scenderà in campo accanto al figlio Jacopo, in una staffetta generazionale che sembra scritta da un romanziere. Calaiò non è un nome qualunque. Con più di 500 presenze nei professionisti e oltre 170 gol tra Serie A, B e C, ha vissuto alcune delle stagioni più significative del calcio italiano. Le sue frecce sono state scoccate in piazze calde come Napoli, Siena, Parma, Palermo, Spezia, contribuendo a promozioni memorabili e scrivendo pagine che i tifosi ricordano ancora oggi con affetto. A Napoli, in particolare, è diventato idolo di una tifoseria che lo ha adottato per i suoi gol decisivi negli anni della risalita dalla Serie C1. A Siena ha conosciuto la Serie A, a Parma ha aggiunto esperienza e carisma, fino alle ultime stagioni vissute da guida esperta per squadre ambiziose. Dopo l’addio al calcio giocato, Calaiò non è rimasto a guardare. Ha scelto di mettere la sua esperienza a disposizione del Savoia, club glorioso che negli ultimi anni ha cercato di rilanciarsi tra mille difficoltà. Il suo ruolo da dirigente a Torre Annunziata è quello di direttore tecnico: una figura capace di trasmettere professionalità e mentalità vincente, al servizio di una piazza che vive il calcio con passione viscerale. Questo aspetto arricchisce il suo ritorno in campo: non si tratta solo di un campione che ha voglia di divertirsi, ma di un uomo che continua a sentirsi parte integrante del movimento calcistico campano, in tutte le sue sfaccettature. La scelta della Zeta Napoli non è casuale. Il club, nato quasi come una scommessa goliardica, ha saputo trasformarsi in un fenomeno di costume: una squadra nata online che ha conquistato un seguito incredibile sui social sin dal momento dell’annuncio del 7 giugno da parte dello youtuber Zw Jackson. La Zeta si è iscritta al campionato di Serie D e rappresenta ormai un unicum nel panorama nazionale: un progetto che unisce campo, intrattenimento e comunità. Per Calaiò, abituato ai riflettori dei grandi stadi, è una sfida dal sapore nuovo. Non lo fa per i gol o per i titoli, ma per vivere il calcio nella sua essenza più pura, quella che si respira nei campi di periferia, dove il pallone resta soprattutto passione. Un aspetto centrale è la dimensione familiare. Calaiò giocherà insieme al figlio Jacopo, giovanissimo attaccante che ha deciso di seguire le orme del padre. È raro, quasi unico, vedere due generazioni condividere la stessa maglia e lo stesso campo. Per l’ex bomber sarà un ritorno alle origini, ma anche un’occasione per trasmettere direttamente in partita i valori che ha imparato in una carriera ventennale: sacrificio, rispetto, dedizione. Una staffetta simbolica che racconta meglio di ogni statistica cosa significhi il calcio nella vita delle persone. Dal punto di vista tecnico, nessuno si aspetta il Calaiò dei tempi d’oro. Ma chi lo conosce sa che la classe non si cancella, e che la sua sola presenza sarà in grado di alzare il livello e l’attenzione attorno al torneo. Per i compagni, soprattutto i più giovani, avere in squadra un calciatore che ha calcato i campi di San Siro, Olimpico e Marassi rappresenta un’occasione irripetibile di crescita. Per gli avversari, sarà uno stimolo e un’emozione affrontare un attaccante che fino a pochi anni fa segnava in Serie A. Il ritorno di Calaiò, però, non va letto solo in chiave romantica. È anche un segnale sullo stato di salute del calcio dilettantistico, che negli ultimi anni ha vissuto un rinnovato interesse grazie a realtà capaci di costruire un forte legame con i territori. La Zeta Napoli può dimostrare  che anche dalle categorie minori può nascere qualcosa di grande e ambizioso. E la presenza di un personaggio del calibro di Calaiò accende ancora di più i riflettori. In fondo, l’Arciere ha sempre vissuto il calcio come un’avventura da condividere. Lo ha fatto a Napoli, diventando bandiera; lo ha fatto a Siena e Parma, trascinando compagni e tifosi; lo fa oggi in Terza Categoria, con lo stesso entusiasmo. Non conta la categoria, conta il pallone che rotola e l’adrenalina che si accende quando si indossa la maglia. La sua nuova sfida non avrà lo stesso clamore delle notti di Serie A, ma forse avrà un valore ancora più profondo: testimoniare che il calcio è davvero di tutti, dai grandi stadi ai piccoli campi di quartiere. E che, a volte, la felicità si misura non con i trofei, ma con la possibilità di continuare a vivere la propria passione, magari guardando il figlio che corre al proprio fianco. Emanuele Calaiò torna dunque in campo a 43 anni, con la stessa voglia di sempre. Non è solo una storia di sport: è una lezione di amore per il gioco, un invito a non smettere mai di credere che il calcio, in fondo, sia il più bello dei giochi.

Alfredo Izzo