Caso Sonrisa, la sindaca Abagnale: «Rispetteremo la sentenza, ma i dipendenti vanno tutelati»
Ilaria Abagnale è la prima cittadina di Sant’Antonio Abate. L’anno scorso è stata eletta sindaca per il suo secondo mandato alla guida del comune dei Lattari.
La linea sul caso Sonrisa: «I lavoratori vanno riposizionati». Su sport e inclusione sociale: «Vogliamo costruire un palazzetto dello sport». Il pugno duro contro i clan: «Stiamo lavorando per un patto con la Fai antiracket»
Siamo al sesto anno della sua amministrazione Quali sono gli obiettivi amministrativi che ha raggiunto?
L’aver dato concretezza a una visione chiara di rigenerazione urbana e sociale. Siamo riusciti a restituire centralità a quelle zone del nostro paese che per troppo tempo erano rimaste ai margini.
Quali sono quelli che l’amministrazione intende raggiungere a breve, medio e lungo termine?
A breve termine, l’obiettivo è garantire continuità ed efficienza nei servizi pubblici. Nel medio termine, puntiamo a consolidare i processi già avviati, dallo sviluppo infrastrutturale alla manutenzione programmata del territorio, dalla riqualificazione degli edifici pubblici all’espansione delle opportunità per le fasce più fragili, puntando all’ottenimento di nuovi fondi da destinarvi. A lungo termine, il traguardo più ambizioso resta l’avvio concreto dello sviluppo formativo e industriale del territorio. La pianificazione della zona industriale sta diventando realtà e intendiamo renderla uno snodo strategico per la crescita occupazionale e per l’insediamento di imprese compatibili con il tessuto sociale ed economico del paese. Guardiamo anche al potenziamento dell’offerta formativa, con un progetto per la creazione di una vera e propria cittadella scolastica.
La sua riconferma, senza avversari, è frutto di un consenso che va al di là dell’appuntamento elettorale. Lo vive anche come una responsabilità in più?
L’assenza di avversari non ha mai significato per me una campagna elettorale più semplice, ma piuttosto un carico maggiore di responsabilità. La riconferma è stata un atto d’amore collettivo che mi ha commossa e responsabilizzata ancora di più. In una maggioranza così ampia, dove non esiste un’opposizione consiliare, spetta al Sindaco il compito di rappresentare non solo chi ha creduto nel nostro progetto, ma anche chi non ha trovato rappresentanza istituzionale. Vivo il mio ruolo anche come una sorta di “minoranza interna”, nel senso più alto del termine: come voce vigile, autocritica, sempre orientata alla trasparenza e alla tutela dell’interesse collettivo.
Negli ultimi mesi si sono verificati una serie di attacchi ai danni di imprenditori, poi l’episodio della scorsa estate, in cui il Comune si è costituito parte civile al processo. Quali sono le iniziative messe in campo per incoraggiare gli imprenditori a denunciare la camorra? La lotta per la legalità è una delle battaglie più importanti che la mia amministrazione ha scelto di portare avanti. Ci siamo costituiti parte civile in più di un processo negli ultimi anni, per affermare in modo chiaro che il Comune sta dalla parte di chi denuncia e si oppone alla criminalità. Abbiamo intensificato la collaborazione con le forze dell’ordine, e abbiamo promosso momenti di confronto riservati con le attività produttive, affinché ogni imprenditore senta che non è solo. Stiamo anche lavorando per far conoscere e facilitare il contatto con enti come la FAI antiracket. Inoltre, abbiamo istituito un Osservatorio comunale permanente per la legalità. Abbiamo il dovere morale di proteggere chi si espone.
Questione Sonrisa. Un centinaio di dipendenti, tra fissi, precari e dell’indotto, sono in attesa di certezze circa il loro futuro. Quali saranno le azioni amministrative per scongiurare un eventuale “dramma occupazionale”?
La posizione dell’Amministrazione è quella di dare piena esecuzione alla sentenza, senza se e senza ma. In uno Stato di diritto non può esserci alcun margine di discrezionalità nell’applicazione delle decisioni della magistratura. E quando si riparte dalla legalità si trovano sempre le linee giuste per tracciare una strada condivisa. Difatti, insieme al prefetto, con cui abbiamo già affrontato la questione nelle sedi opportune, siamo concordi su un principio fondamentale: va scissa la questione giudiziaria da quella sociale e occupazionale. Ogni lavoratore va tutelato, a prescindere dal futuro del complesso come struttura ricettiva o ristorativa. Parliamo di professionalità che negli anni hanno acquisito competenze importanti, di esperienze maturate sul campo che rappresentano un valore da cui ripartire. Qualunque sarà la direzione futura, quella rete di lavoratori sarà per noi un punto di riferimento da valorizzare. Ma nessun ragionamento, nessuna ipotesi, potrà mai anteporsi al rispetto di una sentenza passata in giudicato. Attendiamo gli sviluppi, con la serietà e il senso di responsabilità che il momento richiede.
Giovani e sport, quali sono le azioni che l’Amministrazione sta mettendo in campo per favorire l’aggregazione e l’attività delle tante società sportive presenti in paese?
Stiamo investendo molto nello sport, ci crediamo in quanto strumento fondamentale di crescita, aggregazione e prevenzione sociale. In questi anni abbiamo avviato una rigenerazione puntuale di tutte le strutture sportive del nostro territorio, con investimenti ancora in fase di completamento per circa 10,5 milioni di euro. Abbiamo già consegnato tre palestre riqualificate, un’altra è oggetto di finanziamento, e una nuova struttura sorgerà a breve in via Cesano, accanto al nuovo istituto scolastico. A questo si aggiunge la realizzazione della piscina comunale, finanziata attraverso i fondi Pnrr-Pui della Città Metropolitana. Anche lo stadio comunale sarà completamente riqualificato.
Il paese ha una squadra di pallacanestro in serie B interregionale che quest’anno giocherà finalmente in paese. Tra i suoi obiettivi c’è quello di realizzare un palazzetto dello sport?
Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto dalla Pallacanestro Antoniana, È un risultato che onora l’impegno della società, per la quale abbiamo lavorato per rendere fruibile e adeguata le struttura esistente del Palatenda. Ma abbiamo già pronto un progetto per la realizzazione di un vero palazzetto dello sport, pensato per diventare un punto di riferimento non solo per la pallacanestro ma per tutto il movimento sportivo locale.
Quali sono i suoi progetti politici per il futuro sul piano personale?
Oggi non ho progetti politici personali. Se fosse stato diversamente, probabilmente mi sarei candidata alle regionali. Invece, ho scelto consapevolmente di restare qui, perché l’unico progetto che oggi sento davvero mio si chiama Sant’Antonio Abate. Essere la prima sindaca della storia del mio paese è un onore enorme, ma non lo vivo come un trampolino per altro. Lo vivo come una responsabilità. Il mio impegno da Consigliere metropolitano segue la stessa logica.

