Tra pace, lotta e poesia: «Racconti di Donne e Madonne» negli Scavi di Oplontis
La pace e la figura della donna illuminano Villa di Poppea nella seconda tappa del Premio Oplontis, un viaggio teatrale tra sacro e profano che abbraccia miti, dolore e speranza. Sul palcoscenico antico degli Scavi di Oplontis si è levata la figura di una Madonna nera che stringe al petto la bandiera palestinese come fosse un figlio perduto, dando voce alle parole accorate dell’omelia del vescovo di Napoli Mimmo Battaglia, simbolo di denuncia e compassione. Accanto a lei, la forza dei racconti di donne che si ribellano al patriarcato, come la moglie di un boss che uccide il marito e la sua stessa anima, eco potente di una realtà dura che ancora attraversa la società. La poesia Sorridi di Alda Merini ha risuonato come un invito alla resilienza, intrecciandosi con voci e gesti che hanno trasformato il sito archeologico in un luogo sospeso tra memoria e attualità. La regia di Marisa Laurito ha cucito insieme i quadri animati di «Racconti di Donne e Madonne» dando vita a uno spettacolo corale, capace di rendere l’arte un ponte tra il passato e il presente. Nei vari, spettacolari, meandri della Villa di Poppea sono alternate le interpretazioni di Fiorenza Calogero, Sonia De Rosa, Federica di Lallo, Cristina Donadio, Teresa del Vecchio, Sabrina Efionayi, Flo e il coro polifonico Kore della Sirena, insieme a Marisa Laurito, Francesca Marini, Ida Palisi e Antonella Stefanucci, in un percorso che ha unito musica, poesia, teatro e spiritualità. L’atmosfera suggestiva della Villa di Poppea ha fatto da scrigno a questa esperienza immersiva, inserita nel più ampio progetto «Torre Annunziata, miti, leggende e futuro», che la direzione artistica della Laurito ha trasformato in un cammino culturale condiviso con il Comune di Torre Annunziata. La seconda tappa del Premio Oplontis ha così rivelato la sua forza: unire memoria storica e riflessione sociale, celebrando la donna come custode di pace, voce di lotta e simbolo universale di rinascita.

