Torre del Greco al voto: Raia domina, Buonajuto vola. M5S e centrodestra ai minimi storici
Torre del Greco. La corsa alle urne per la Regione Campania consegna un quadro politico all’ombra del Vesuvio più rosso (Pd) che giallo (M5S) tra conferme, exploit inattesi e crolli fragorosi. La tornata elettorale per il rinnovo del consiglio regionale premia innanzitutto Loredana Raia. La vicepresidente uscente ancora una volta si conferma la «signora delle preferenze» della quarta città della Campania, trascinata dal carrozzone democrat di palazzo Baronale guidato dal sindaco Luigi Mennella: 3.580 voti per la leader dem di Torre del Greco, un dato inferiore rispetto al 2020 – complice il netto calo dell’affluenza – ma, in ogni caso, sufficiente a garantirle il terzo mandato consecutivo sotto il simbolo del Pd. Numeri che ribadiscono il radicamento della candidata dem sul territorio e che la proiettano tra le protagoniste femminili della nuova maggioranza guidata dal presidente Roberto Fico. Un risultato personale rilevante, ottenuto nonostante le frizioni interne ai democrat locale e l’assenza in campagna elettorale di alcuni esponenti della maggioranza, alle prese con le tensioni legate al rimpasto di giunta.
Il messaggio al sindaco
A far rumore, infatti, sono anche i risultati dei candidati «stranieri» che hanno potuto contare su robuste «fazioni» interne alla maggioranza di palazzo Baronale: Bruna Fiola raccoglie 736 voti, trascinata dal sostegno deciso della coppia Felice Gaglione-Iolanda Mennella, quest’ultima cugina del sindaco e prima eletta della lista civica del primo cittadino. Un bottino che dimostra, ancora una volta, la capacità della figlia d’arte di intercettare consensi anche al di fuori della sua base naturale. Ancora più sorprendente la performance di Salvatore Madonna, che a Torre del Greco arriva a quota 893 preferenze, forte dell’appoggio del blocco politico compatto composto dai casilliani Vittorio Guarino, Valentina Di Donna e Valentina Ascione. Tre esponenti della stessa maggioranza che hanno scelto di sostenere un outsider, confermando ulteriormente la frammentazione sempre più evidente del fronte comunale. Sempre in quota Pd, Massimiliano Manfredi – sostenuto dagli ex forzisti Michele Langella e Enrico Pensati – sfonda il muro delle 500 preferenze. In caso di rimpasto, insomma, il sindaco Luigi Mennella potrebbe essere costretto a fare i conti con un altro «posto a tavola».
Buonajuto superstar: 2.020 voti
Il vero exploit cittadino porta però il nome di Ciro Buonajuto. L’ex sindaco di Ercolano, residente nella città del corallo, vola oltre i 2.226 voti e conquista con pieno merito uno scranno al centro direzionale. Decisivo, anche in questo caso, il sostegno di pezzi significativi del consiglio comunale, tra cui Mario Borriello e Antonio D’Ambrosio. Per Ciro Buonajuto si tratta di una vera e propria affermazione politica che ridisegna i rapporti di forza nell’area del centrosinistra vesuviano anche in vista della prossima tornata per le amministrative.
La debuttante in rampa di lancio
Capitolo a parte meritano i 913 voti di Sabrina Gargiulo, appena 19 anni, la più giovane candidata dell’intera provincia di Napoli. Pur non riuscendo a centrare l’elezione, la figlia del consigliere comunale Salvatore Gargiulo porta a casa un dato che testimonia una presenza familiare solida soprattutto nelle periferie. Un risultato che, se accompagnato da un percorso politico strutturato, potrebbe rappresentare l’inizio di una carriera importante.
Il tracollo M5S: Luigi Gallo “bocciato” su tutta la linea
Se centrosinistra diffuso e civismo sorridono, in casa M5S il clima è diametralmente opposto. Luigi Gallo incassa appena 747 voti, il peggior risultato tra i candidati di punta di Torre del Greco. Un dato che conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, la fase di declino verticale del movimento in città: dalle vette dei 23.000 voti del 2018, passando per la deludente performance del fratello Mirko Gallo alle comunali 2023 (poco sopra le 160 preferenze), fino al tonfo attuale. Il quadro provinciale è addirittura più impietoso: 14esimo su 24, lontanissimo dalle posizioni utili per un terzo mandato politico. Un epilogo che sancisce la fine di un ciclo politico iniziato più di dieci anni fa.
Pina Di Donna si ferma a 891 voti
Nell’area centrista, la consigliera comunale Pina Di Donna raccoglie 891 preferenze con la lista Per a sostegno di Nicola Campanile. Un risultato definibile “decoroso”, ma lontano dai numeri necessari per ambire a un ruolo di peso nella competizione. Anche per la cattolicissima prof del liceo scientifico Alfred Nobel, come per altri candidati della maggioranza, la frammentazione della maggioranza si è rivelata un handicap evidente.
Centrodestra in caduta libera
Il centrodestra della quarta città della Campania esce dalla tornata elettorale con le ossa rotte. La candidata di Fratelli d’Italia Alessia Acampora – moglie dell’ex consigliere comunale Stefano Abilitato – non va oltre i 726 voti, mentre l’ex assessore – ai tempi di Ciro Borriello – Olga Sessa di Noi Moderati si ferma a 255 preferenze. Numeri che fotografano un’area politica allo sbando, senza una reale proposta territoriale e incapace di catalizzare consenso anche in un contesto segnato dalla forte frammentazione del centrosinistra. A rendere il quadro ancora più desolante è la performance complessiva di Forza Italia: quarta forza della coalizione persino dietro una Lega priva di candidati locali, che pure riesce a raccogliere oltre 200 voti complessivi per cinque nomi di punta della lista. Un campanello d’allarme assordante per il centrodestra di Torre del Greco in vista delle sfide future.

