Da oggi benzina e caselli autostradali più cari
Il 2026 è iniziato con una serie di aumenti che colpiscono direttamente le tasche dei consumatori. Archiviata la lunga sequenza di spese legate a Natale, Santo Stefano e Capodanno, il nuovo anno si apre con una raffica di rincari su beni e servizi essenziali. A lanciare l’allarme è il Codacons, che denuncia l’impatto immediato delle misure entrate in vigore dal 1° gennaio.A partire da oggi è infatti operativo il riallineamento delle accise sul gasolio deciso dal Governo, che determina un aumento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro. Il rincaro si riflette sui prezzi alla pompa e porterà, secondo le stime, un incremento delle entrate per le casse statali pari a 552 milioni di euro nel 2026. Un aumento che non pesa solo sugli automobilisti, ma che rischia di avere effetti a catena anche sui costi di trasporto e sui prezzi finali dei prodotti.Con l’inizio del nuovo anno sono scattati anche gli adeguamenti tariffari sui pedaggi autostradali per gran parte delle concessionarie. Gli aumenti, variabili a seconda delle tratte, si attestano mediamente intorno all’1,5 per cento, con rincari più marcati su alcuni collegamenti, come la Salerno-Pompei-Napoli, rendendo più onerosi gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro.
Da oggi il pedaggio della tangenziale di Napoli costa un euro e 5 centesimi, in seguito al ricorso dei concessionari delle autostrade alla Corte Costituzionale che chiedevano l’adeguamento delle tariffe in assenza di un Piano del governo. “Si sono subito registrate enormi code ai caselli per le lungaggini delle operazioni di pagamento. Un rincaro di 0,5 centesimi che ha suscitato proteste vibranti tra gli automobilisti partenopei, che percorrono quella che resta l’unica tangenziale urbana a pagamento d’Europa”, denunciano il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano che annunciano una manifestazione di protesta per lunedì 5 gennaio.

