Basket, il crollo e la rinascita: il riscatto di Scafati con coach Vitucci
Il 2025 della Givova Scafati è stato un anno che ha messo a dura prova il cuore dei suoi tifosi. Un anno iniziato con il peso di una stagione complicata in Serie A, culminata nel momento più doloroso che una piazza possa vivere: la retrocessione. Il verdetto è arrivato come una sentenza inevitabile con una giornata d’anticipo contro Bologna, ma non per questo meno amara. Al PalaMangano si sono spente le luci della massima serie, tra applausi amari e quel coro della curva: «Torneremo in serie A». La discesa in Serie A2 ha rappresentato uno spartiacque. Da una parte la delusione, dall’altra la necessità di reagire subito, senza piangersi addosso. Ed è proprio da qui che Scafati ha ricominciato a costruire il suo futuro. L’estate 2025 è stata intensa, febbrile, segnata da una campagna acquisti ambiziosa, pensata non per vivacchiare nella categoria, ma per puntare dritto alla risalita. La società ha scelto di investire su uomini di esperienza, giocatori in grado di reggere la pressione di un campionato lungo e spietato come l’A2. E in quest’ottica si leggono gli acquisti di Bruno Mascolo e degli americani Walker e Allen, giocatori abituati a palcoscenici importanti. L’inizio della nuova stagione, però, non è stato semplice. La squadra- sotto la guida di coach Crotti- ha alternato buone prestazioni a passaggi a vuoto, mostrando qualità ma anche fragilità, come spesso accade nelle realtà chiamate a ripartire dopo una delusione profonda. I risultati stentavano ad arrivare- anche complice un calendario complesso- con continuità e la classifica non rispecchiava il reale valore del roster. Serviva una scossa, un cambio di passo, qualcuno capace di ridare identità e fiducia a un gruppo ancora ferito. La svolta ha un nome e un cognome: Frank Vitucci. Il suo arrivo sulla panchina gialloblu ha segnato l’inizio di una nuova fase. Con esperienza, equilibrio e una lettura lucida del campionato, Vitucci ha rimesso ordine, lavorando sulla solidità difensiva e sulla gestione dei momenti chiave delle partite. La Givova ha iniziato a vincere, e soprattutto a convincere. Un successo dopo l’altro, un filotto che ha cambiato il volto della stagione e restituito entusiasmo a una piazza che non ha mai smesso di crederci. Le vittorie pesanti, l’ultimo derby vinto contro Avellino pochi giorni fa, le partite gestite con maturità hanno raccontato di una squadra finalmente consapevole della propria forza. Il PalaMangano è tornato a spingere, a fare la differenza, trasformandosi ancora una volta in un fortino. E così, giornata dopo giornata, Scafati ha risalito la classifica fino a portarsi a soli quattro punti dalla vetta, riaprendo scenari che solo qualche mese prima sembravano lontanissimi. Oggi, guardando indietro, il 2025 della Givova Scafati appare come un anno duro ma necessario. Un anno di caduta e di ricostruzione, di lacrime e di orgoglio, che ha restituito alla squadra un’identità chiara e una fame nuova. La strada è ancora lunga, ma Scafati ha ritrovato se stessa. E quando succede, sognare non è più proibito.

